Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Progetto Mayhem 2012

iMAGIne aCKt è questo il motto di Anonymous che sta circolando per la rete riferito al solstizio d’inverno, quando verrà lanciato definitivamente il progetto Mayhem (su twitter #pm2012, in Italia sconosciuto).       Ma cos’è Anonymous? Sono degli attivisti virtuali, degli hacker, che si sono distinti ultimamente nel conflitto di Gaza, entrando nella guerra virtuale fatta dall’IDF e dalle Brigate Al-Qassam a colpi di tweet, attaccando i siti governativi israeliani. Sono caratterizzati dai proclami fatti attraverso la maschera di Guy Fawkes, il protagonista del film V per Vendetta (trasmesso da poco in Italia, da Mediaset) ripreso dal fumetto omonimo di Alan Moore.

E il progetto Mayhem? viene da un altro film, tratto dal romanzo di Chuck Palanhiuk, Fight Club.

(l’icona anarco-pop holliwoodiana Brad Pitt) cliccare per ingrandire

In entrambi i film l’uomo qualunque (in V per Vendetta, Evey) prende coscienza delle ingiustizie del potere (governo e multinazionali) e le combatte, il secondo film ha un taglio, però più, esistenziale.

Non si capisce bene cosa vogliano fare gli attivisti di Anonymous per il 21 dicembre, sicuramente sfruttare la data che è un pò il simbolo delle attese escatologiche veicolate dalla cultura pop esoterica (e riprese da un altro film “2012”) per lanciare un’operazione simile a wiki-leaks, incentrata però sulla crisi finanziaria e quindi sul rapporto governi-banche.

ci sono gli echi anche di un altro film, Matrix (clicca per ingrandire)

Tra i tanti video promozionali (quì una carrellata in inglese) ne scelgo uno per illustrare il progetto Mayhem (video), in italiano non esistono e la sezione italiana sembra richiamare il provincialismo politico del (l’anti) berlusconismo (cosiddetto canale ufficiale anonymusvsberlusca), però in Italia è stato pubblicato un pamphlet dal titolo “Anonymous, la grande truffa” che il Corriere della Sera (pag. 17 articolo di G. Vitiello) attribuisce a un giovane filosofo Raffaele Alberto Ventura, forse l’autore del Blog Eschaton, che infatti lo promuove sulla home page, anche se tra i commenti al sito La Nazione Indiana che ospita il libro a puntate si può vedere un sipariretto tra una fondazione di un autore inesistente e il presunto autore del Blog Eschaton che da anonimo che nega la paternità del libro.

Questo tanto per dire la confusione che porta l’anonimato e internet, confusione che è ben spiegata nel libro riguardo la struttura del movimento di hacker-attivisti, una specie di corto circuito tra prodotti di consumo di massa e avanguardie rivoluzionarie, dove in un paradosso degno dell’Uomo che fu giovedì (ottima citazione) di Chesterton, il volto nascosto   col punto interrogativo  potrebbe essere il sistema stesso. Interessante come lo spot rivoluzionario tanto citato (i tiranni dovrebbero temere i cittadini) sia il primo esempio di marketing ideologico, con la possibilità di una replica (e sempre più ridotta analisi critica) virtuale infinita; ancor di più come il movimento riprenda le avanguardie proletarie (interessante che anche Wu-Ming in mandarino significhi anonimo) in una nuova supercoscienza di massa veicolata nella moltitudine che riesce ad agire come un solo soggetto. Anonymous diventa quindi un “attivatore simbolico in grado di mobilitare il massimo numero di indignati“. E quì ci sarebbe da approfondire di più quell’altro fenomeno chiamato degli “indignati”, con i loro “occupy” e le primavere colorate che sono state descritte bene nel libro Rivoluzioni s.p.a. di cui qualcosa si può vedere in questo video, non a caso Anonimous è stato dietro a molte rivoluzioni colorate (feroci come la campagna in Libia)  e da ultimo ha iniziato un’operazione Siria (vedere l’ottimo libro in inglese Guerra in Siria) a fianco dei ribelli-terroristi, made in Arabia Usa-dita; ma alla buona volontà di ognuno farlo, per ora preme sottolineare il termine simbolico.

Il simbolo del pugno da occupy ad anonymous a Soros (clicca su immagine)

dichiarazione di “Rivelazione” noi siamo il 99% (massa), noi siamo l’1% (individualismo) clicca per ingrandire

Il movimento hacker desidera svegliare le coscienze di modo da determinarsi come un sistema che reagisce in massa a determinati impulsi, per questo si rappresentano (e la maschera aiuta al formarsi di un’identità collettiva) spesso come uno sciame di api.  Importante è anche la palingenesi che intendono creare con lo shock (vero o presunto tanto da creare solo un ètat d’esprit lo sapremo presto) del 21; la mole di informazioni di pubblico dominio sembra solo il pretesto per distruggere il sistema e proiettarsi in un nuovo eone, (imagine, motto che richiama la canzone di J Lennon, guarda caso richiamata anche da Benigni in prima serata) senza più governanti e governati in una sovranità popolare mondiale; un’ utopia, ovviamente, che però ha i suoi germi nelle moderne Carte Costituzionali. I richiami gnostici e new age non sono certo nascosti, ma sono forse ancora più espliciti quelli magici e luciferini.  Il fumettista A. Moore vera icona del movimento ha detto: “l’arte è come la magia, la scienza di manipolare i simboli, le parole o le immagini di modo da portare cambiamenti di coscienza” (video). I riferimenti di questa neoavanguardia (visibili quì, caricamento molto lento) oltre al fumettista sono anche Jodorosky e la sua psicomagia, Fernando Arrabal (che ha pubblicamente dato il suo sostegno al moviento), Grant Morrison (altro fumettista), Kenneth Anger (autore di film satanici underground che ha avuto collaborazioni con Jimmy Page  e Mick Jagger) e Alesteir Crowley (che piaceva anche ai Beatles) che non ha bisogno di presentazioni e che sappiamo amico del fondatore di Scientology; questo circolo vizioso sembra riportarci al punto di partenza (col solito paradosso) della storia di Anonymous (descritta da un recente documentario), la nascita del movimento col progetto Chanology. Certo il motto “noi siamo legione” che è praticamente la costante nell’individualismo di Anonymous è più chiaro.

Ovviamente questa sorta di pensiero magico definito più precisamente kaos magik, è congeniale ai nostri tempi e solletica di certo la fantasia dei ragazzini di tutto il mondo che possono finalmente scaricare la loro voglia di fare casino (trolling, lulz etc.) sotto le sembianze di un’ ideologia, un’ ideologia tanto accattivante perchè si presenta sotto il mistero e l’oscurità, proprio come fa la magia. Il rischio è  il catalizzarsi di tante persone che vedono l’ingiustizia del sistema finanziario che impera sul mondo attorno a questo oscuro aggregato un pò come è avvenuto con Zeitgeist e, in misura più locale, con la Casaleggio.

Quanto il confine tra politica e spiritualità sia labile e sottile proprio nei luoghi dove meno te lo aspetteresti lo prova lo slogan all’inizio di questo articolo (in realtà una manipolazione attraverso la grafica); Imagine Ackt infatti evidenzia al suo interno una parola: Magik

Capiamo quanto la battaglia politica sia sempre di più battaglia spirituale e di come la società privata del supporto religioso sia preda di apocalissi programmate, di disordini che funzionano come una rete, portando l’esoterismo a livello popolare e giovanile avvicinando i ragazzi agli ingranaggi di quella massoneria che credono di combattere, portandoli verso un antagonismo sterile che funge da valvola di sfogo contro i soprusi di un’economia che è spinta sempre più dal desiderio (altro termine di Benigni)  piuttosto che dal bene per l’uomo; bene descritto dalla dottrina sociale della Chiesa e che è effetto del riconoscimento della Regalità sociale di Gesù Cristo nel mondo. Militia Christi riflette su questi segni dei tempi e si prepara a combattere anche contro gli spiriti maligni che abitano le regioni celesti (Ef, 6, 11-12):

Induite armaturam Dei, ut possitis stare adversus insidias Diaboli.   Quia non est nobis colluctatio adversus sanguinem et carnem sed adversus principatus, adversus potestates, adversus mundi rectores tenebrarum harum, adversus spiritalia nequitiae in caelestibus

p.s. mi sono permesso di mettere su scribd il testo tratto da Nazione Indiana: Anonymous la grande truffa, se ci sono problemi di copyright (il testo lo segnalo via twitter all’autore), lo levo.

2 commenti su “Progetto Mayhem 2012

  1. Dep
    dicembre 24, 2012

    “un utopia” l’apostrofo.
    “otto le sembianze di un ideologia, un ideologia tanto accattivante perchè si presenta sotto il mistero e l’oscurità, proprio come fa la magia”

    manca l’apostrofo a ideologia in entrambi i casi.

    Comunque non sapete nemmeno quello che significa essere hackers, e soprattutto non sapete le conoscenze che servono.
    Da esterno vi dico che non si capisce il punto dell’articolo. Saluti.

    • San Luigi
      dicembre 24, 2012

      Grazie, ma non è che cambi molto se siano hackers o writers, si stava analizzando un fenomeno (forse sovrastimato) che ha delle radici magico-pop-anarcoidi.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 19, 2012 da in Uncategorized.
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