Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Formazione

La legittimità del potere politico alla luce della dottrina sociale cattolica:

Apostolicam Actuositatem del Concilio Vaticano II: evangelizzare l’ordine temporale.
La Chiesa insegna tutto ciò che Cristo ci ha detto e lo approfondisce.Tutto ciò che è stato definito dalla Chiesa è infallibile e irreformabile, può essere solo approfondito nel senso conseguenziale e logico con quanto è affermato. La volontà di Dio è sempre quella, e al sua Legge non muta e con essa quindi anche i criteri teologici principali.
A questo proposito, pur non disprezzando il Nuovo Rito, ma cercando nell’Antico Rito quel patrimonio spirituale frutto di secoli, diciamo che: lex orandi è lex credendi.
La dottrina della Chiesa non è mai “vecchia” è sempre fresca e può essere riproposta e  approfondita in ogni occasione. Per questo abbiamo letto prima di iniziare l’inno dell’Antico Rito per la festa di Cristo Re. Questo già ci dice tutto: se l’uomo già da solo riesce a scoprire che tutto il nostro essere (la nostra mente, natura razionale, e il nostro cuore che è la congiunzione dell’anima col corpo) appartiene a quel Dio che ci ha creati, ci ha redenti attraverso la crocifissione e la morte, essendo la nostra natura intimamente sociale anche a questa socialità Gli appartiene. Leone XIII Immortale Dei: “Non è difficile stabilire quali sarebbero l’aspetto e la struttura di uno Stato che fosse governato sulla base dei principi cristiani. Il vivere in una società civile è insito nella natura stessa dell’uomo: e poiché egli non può, nell’isolamento, procurarsi né il vitto né il vestiario necessario alla vita, né raggiungere la perfezione intellettuale e morale, per disposizione provvidenziale nasce atto a congiungersi e a riunirsi con gli altri uomini, tanto nella società domestica quanto nella società civile, la quale sola può fornirgli tutto quanto basta perfettamente alla vita. E poiché non può reggersi alcuna società, senza qualcuno che sia a capo di tutti e che spinga ciascuno, con efficace e coerente impulso, verso un fine comune, ne consegue che alla convivenza civile è necessaria un’autorità che la governi: e questa, non diversamente dalla società, proviene dalla natura e perciò da Dio stesso. Ne consegue che il potere pubblico per se stesso non può provenire che da Dio.” autorità non è potere, il potere è anche fare male, l’autorità è quella che ci fa crescere nel bene, l’autorità è necessaria, e viene da Dio che ha creato la natura razionale e sociale dell’uomo.
Il primo fondamento dell’autorità è Colui che ha creato la natura umana per questo motivo:  “Perciò, come a nessuno è lecito trascurare i propri doveri verso Dio – e il più importante di essi è professare la religione nei pensieri e nelle opere, e non quella che ciascuno preferisce, ma quella che Dio ha comandato e che per segni certi e indubitabili ha stabilito essere l’unica vera – allo stesso modo le società non possono, senza sacrilegio, condursi come se Dio non esistesse, o ignorare la religione come fosse una pratica estranea e di nessuna utilità, o accoglierne indifferentemente una a piacere tra le molte; ma al contrario devono, nell’onorare Dio, adottare quella forma e quei riti coi quali Dio stesso dimostrò di voler essere onorato.”
Le prime predicazioni cristiane ci insegnano la bontà della verità cristiana annunciata a chi poteva confutarla, viene usato un metodo storico rigoroso capace di superare le critiche degli avversari sia gli accaniti pagani che gli ebrei.
Ecco quindi annunciata la Festa del Cristo Re 50 anni prima che Pio XI ribadisse che Cristo è anche il Re della politica.
Ecco parlare dello stato cosiddetto laico o indifferente, che oggi domina, nel 1885.
Gli elementi di legittimità di uno Stato non sono delle cose, ma la Persona del Nostro Signore Gesù Cristo. Può succedere che in buona fede Cristo non venga riconosciuto, ma anche una società pagana naturalmente orientata a Cristo è legittima, come quella che festeggiamo nel suo anniversario di ieri, quella nata dalla battaglia di Ponte Milvio del 312 d.c.
Messaggio del Natale 1942 di Pio XII:
Dalla vita individuale e sociale conviene ascendere a Dio, Prima Causa e ultimo fondamento, come Creatore della prima società coniugale, fonte della società familiare, della società dei popoli e delle nazioni. Rispecchiando pur imperfettamente il suo Esemplare, Dio Uno e Trino, che col mistero dell’Incarnazione redense ed innalzò la natura umana, la vita consociata, nel suo ideale e nel suo fine, possiede al lume della ragione e della rivelazione un’autorità morale ed una assolutezza, travalicante ogni mutar di tempi; e una forza di attrazione, la quale, lungi dall’esser mortificata e scemata da delusioni, errori, insuccessi, muove irresistibilmente gli spiriti più nobili e più fedeli al Signore a riprendere, con rinnovata energia, con nuove conoscenze, con nuovi studi, mezzi e metodi, ciò che in altri tempi e in altre circostanze fu tentato invano.
Gesù dice che il Suo Regno non è de hoc, non viene da questo mondo, nel senso che la sua autorità non è mondana, non vuol dire che questa non legittimi quella sociale, ma la travalica. Lui ci insegna una strada che è superiore all’ordine sociale, e l’ordine sociale è quella strada che porta a Dio. Non esistono due piani separati, ma complementari, Aristotele diceva che il fine della vita dell’uomo è la virtù, S. Tommaso aggiungerà per la Salvezza Eterna. Il piano della natura deve essere svolto, per servire quello della Grazia, ma si deve svolgere.  
Questa è anche la complementarietà tra Scienza e Fede, tra Cultura e Fede.
La cultura con la Fede ti fa volare come un’aquila, senza Fede ti fa strisciare come un serpente.
Enciclica Quas Primas di Pio XI:
Non rifiutino, dunque, i capi delle nazioni di prestare pubblica testimonianza di riverenza e di obbedienza all’impero di Cristo insieme coi loro popoli, se vogliono, con l’incolumità del loro potere, l’incremento e il progresso della patria. Difatti sono quanto mai adatte e opportune al momento attuale quelle parole che all’inizio del Nostro pontificato Noi scrivemmo circa il venir meno del principio di autorità e del rispetto alla pubblica potestà: «Allontanato, infatti — così lamentavamo — Gesù Cristo dalle leggi e dalla società, l’autorità appare senz’altro come derivata non da Dio ma dagli uomini, in maniera che anche il fondamento della medesima vacilla: tolta la causa prima, non v’è ragione per cui uno debba comandare e l’altro obbedire. Dal che è derivato un generale turbamento della società, la quale non poggia più sui suoi cardini naturali.
Quali sono questi cardini naturali? le leggi e le arti che, arte deriva da rita che vuol dire ordine. Oltre alle leggi anche le arti eprchè con queste viene ripristinata la primigenia amicizia con Dio che lavora unitoa  Cristo
Il fondamento di un potere legittimo è il servizio, il culto a Dio conosciuto nella sua realtà storica e conosciuto attraverso la Chiesa con una Fede che viene proposta e non imposta, per cui la Fede è liberamente accolta (insegnamento mal letto del Concilia Vaticano II, per es. la Dignitatis Humanae che dice di non voler mutare la dottrina della Regalità Sociale), con una pedagogia, senza un diritto all’errore, ma non schiacciando il suo senso religioso che priverebbe l’uomo di quella spinta a riconoscere Cristo, ma tollerando le false credenze qualora non intacchino questi principi e questo ordine, nella giustizia.
Nota Dottrinale dell’impegno dei cattolici in politica, par. 8:
A questo proposito è bene ricordare una verità che non sempre oggi viene percepita o formulata esattamente nell’opinione pubblica corrente: il diritto alla libertà di coscienza e in special modo alla libertà religiosa, proclamato dalla Dichiarazione Dignitatis humanae del Concilio Vaticano II, si fonda sulla dignità ontologica della persona umana, e in nessun modo su di una inesistente uguaglianza tra le religioni e tra i sistemi culturali umani.[28] In questa linea il Papa Paolo VI ha affermato che «il Concilio, in nessun modo, fonda questo diritto alla libertà religiosa sul fatto che tutte le religioni, e tutte le dottrine, anche erronee, avrebbero un valore più o meno uguale; lo fonda invece sulla dignità della persona umana, la quale esige di non essere sottoposta a costrizioni esteriori che tendono ad opprimere la coscienza nella ricerca della vera religione e nell’adesione ad essa».[29]L’affermazione della libertà di coscienza e della libertà religiosa non contraddice quindi affatto la condanna dell’indifferentismo e del relativismo religioso da parte della dottrina cattolica,[30] anzi con essa è pienamente coerente.
Se il fondamento di una società retta e giusta è Dio, le leggi e le arti devono essere a lui conformi.
Pacem in Terris Giovanni XIII:
L’autorità, come si è detto, è postulata dall’ordine morale e deriva da Dio. Qualora pertanto le sue leggi o autorizzazioni siano in contrasto con quell’ordine, e quindi in contrasto con la volontà di Dio, esse non hanno forza di obbligare la coscienza, poiché “bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini”; (At 5,29) in tal caso, anzi, l’autorità cessa di essere tale e degenera in sopruso.
Lunedì 11 novembre, S. Martino, riprenderemo sullo stesso argomento prima di andare dai senza tetto.
SI parlerà di Giustizia Sociale e la volta dopo dei valori non negoziabili.
Bisogna andare oltre i tradizionalisti inamidati che fanno solo il contrario di quanto fanno i progressisti, per cui gli uni parlano solo della Chiesa sociale e gli altri solo di liturgia cercando la spaccatura della Chiesa. Dobbiamo cercare quell’equilibrio che ci porti ad incidere nella società con quei carismi che attingiamo dalla Chiesa stessa, anche, per esempio nel parlare di questioni come l’omosessualità (senza le strumentalizzazioni e senza il timore di non poter dire la verità o tacciarla di omofobia), di una vittima lasciata sull’asfalto o delle vittime lasciate sull’asfalto, per un’iniziazione terroristica e criminale, come quelle degli anni di piombo, dimenticate  o disprezzate solo perchè dalla parte sbagliata.
Viva Cristo Re!

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