Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Tradizionalismo, Carità e Gerarchia

Sono passati appena due giorni dall’elezione al Soglio Pontificio di Papa Francesco, ma già si è scatenata vigorosa e pervasiva, la smania di etichettare il malcapitato neoeletto. A quanto “apprendiamo” dai media si tratta di un progressista, ma colluso con la dittatura di Videla; che ha fatto apertura in materia sessuale, ma che è contro i matrimoni gay; comunista, ma grande oppositore della teologia della liberazione; ratzingeriano ed anti-ratzingeriano al contempo. Già il fatto che non si lasci bollare facilmente è un punto a favore; ma non è certo questa la sede dove discutere i dettagli biografici del nostro Pontefice.Vorrei, invece, parlare della reazione, a dir poco sconcertante, di certo tradizionalismo nostrano: la pioggia di insulti, prese in giro, e mancanze di rispetto per tutti i gusti che hanno invaso la rete (da sempre patria dei vigliacchi), lasciano allibiti. Beninteso che chi scrive si reputa un tradizionalista convinto, e proprio sulla base di questo si sente in dovere di richiamare l’attenzione su punti focali che non vanno persi di vista; conditio sine qua non scadere in un volgare fariseismo fuori tempo massimo. Vorrei sottolineare che centrale, nel dare giudizi, deve essere il criterio della Carità: San Paolo infatti ci ricorda che se anche avessimo grandi virtù e doti ma non avessimo la carità, non saremmo niente; inutile quindi sapere a memoria i brani della S. Messa in Rito Antico, o conoscere le opere dei grandi Dottori della Chiesa, se poi appena viene eletto come Romano Pontefice una persona che non si gradisce (e non è il mio caso) si sputano sentenze e sommari giudizi senza il minimo ritegno. Nel caso specifico del Papa, poi, al concetto di Carità va aggiunto quello di Gerarchia (che dovrebbe essere tanto caro a noi tradizionalisti): il Papa non è un compagno di merende, è il legittimo successore di Pietro! Anche in questo caso San Paolo, insieme col 4° comandamento, ci viene in aiuto insegnandoci che la nostra sottomissione alle autorità deve sussistere anche quando queste non abbiano la nostra simpatia (il Catechismo poi approfondisce le eccezioni a questa regola). In ultima analisi, sembra scontato dirlo ma a quanto pare non lo è, le azioni di un Papa non possono essere giudicate se non col senno di poi, alla fine del suo pontificato e non certo prima che questo abbia inizio! Soprattutto non si può (pre) giudicare una Papa guardando al suo operato da Vescovo, perché il Papa (e i tradizionalisti lo sanno) ha particolari grazie di stato fornite da Dio affinchè la Sua Chiesa sia indefettibile fino alla fine dei tempi. Spero che queste poche righe, scritte senza grandi pretese, servano almeno a suscitare un dubbio ed un sussulto in chi con troppo ardire si è lanciato in giudizi “a caldo” sul Santo Padre e sul futuro della Chiesa.
Giovanbattista Varricchio Coordinatore romano di Militia Christi

9 commenti su “Tradizionalismo, Carità e Gerarchia

  1. Cuore Vandeano
    marzo 15, 2013

    Io faccio parte di coloro che “a caldo” ha sentito sorgere in sè dei dubbi.Ovviamente me ne sto guardando dal pubblicare il mio stato d’animo e di sbandierarlo ai 4 venti.Voglio vedere Papa Francesco all’opera nei prossimi mesi prima di prendere pubblicamente posizione.Confido però che mi lascia perplessa l’esultanza di cattocomunisti,borghesi e sopratutto la reazione della massoneria del Grande Oriente d’Italiahttp://www.grandeoriente.it/comunicati/2013/03/il-gran-maestro-raffi-con-papa-francesco-nulla-sara-piu-come-prima.aspx.Pregate per me…perchè il Signore scacci i miei dubbi e le mie paure

    • San Luigi
      marzo 15, 2013

      Caro Cuore Vandeano (bel nome) come dice il nostro Papa non ti far prendere dallo scoraggiamento e dai dubbi che vengono dall’inquilino del piano di sotto, quello che puzza di zolfo. Il fatto che i catto-comunisti esultino vuol dire solo che adesso non hanno nessun albi per non seguire veramente la Chiesa. Questo Papa può essere una buona guida per molti ed inoltre lo Spirito è molto più lungimirante dei pensieri del Grande Oriente Massonico. Il fatto che lo lusingano è anche perchè lo temono, uno così inattaccabile se dice pure pane al pane e vino al vino li stende a tutti. Preghiamo tanto per lui che possa tramite anche il consiglio di Benedetto XVI (per esempio la sua finezza liturgica) e di altri validi componenti cardinalizi migliorare in ciò che manca per riparare così la Chiesa di Cristo e tapparne i buchi, proprio come era stato chiesto di fare a S. Francesco da parte del Papa. Insomma il suo biglietto da visita sono state preghiere, meditazioni di una Piazza gremita in silenzio (una cosa soprannaturale io c’ero), e benedizioni copiose sulla Chiesa; come si dice a Roma: gagliardo!

      • Cuore Vandeano
        marzo 17, 2013

        Lo spero veramente tanto!!!Nel frattempo…pregate per me! : -)
        W CRISTO RE

  2. hjorvardr
    marzo 15, 2013

    Caro Giovanbattista concordo in pieno con tutto quello che hai scritto; inoltre mi ha toccato molto per profondità e saggezza la prima omelia di Papa Francesco I. In essa il Santo Padre dice:

    Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

    quindi, mio caro “venerabile fratello” Raffi come si dice a Roma, nun c’è trippa pe’ gatti…
    W il Papa!
    W Cristo Re!

  3. Mathieu
    marzo 16, 2013

    Carissimo, dopo un’attenta lettura del tuo articolo non posso che complimentarmi ed inchinarmi davanti alla profondità e saggezza delle tue parole…Hai toccato un tema molto caro per i cattolici,ovvero quello riguardante la fedeltà e l’obbedienza incondizionata al Papa, chiamato da S. Caterina “Il Dolce Cristo in terra”. Ebbene si, vane sarebbero le nostre preghiere se non fossero accompagnate da una forte e convinta adesione al Vicario di Cristo…Abbiamo potuto toccare con mano come la semplicità e la decisione sconvolgano l’uomo contemporaneo, preso da mille pensieri e preoccupazioni in cui Dio non pare più avere il posto d’onore…Vorrei concludere questa mia riflessione con queste parole ” Ubi Petrus, ibi Ecclesiam” che significa: dove c’è Pietro lì c’è la Chiesa…
    W il PAPA!
    W Cristo Re!!!!

  4. Esaki
    marzo 16, 2013

    Secondo voi con l’affermazione “come vorrei una Chiesa povera e per i poveri”, il Papa intende qualcosa di simile al pauperismo? Sarebbe un eresia, ma quale altra possibile interpretazione ci può essere? Grazie

    • San Luigi
      marzo 17, 2013

      Prima spiega cosa intendi te per pauperismo. La mia interpretazione delle parole del Papa è evangelica, d’altronde si contraddirebbe con il pensiero di due giorni prima dove ha detto che se si leva Cristo la Chiesa diventa una ong pietosa, se pensasse a qualcosa di diverso.

  5. Daniele
    marzo 16, 2013

    Perfetto, condivido parola per parola del commento di Giovanbattista. Il suo sentire è anche il mio

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 15, 2013 da in Uncategorized.
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