Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Oremus pro Pontifice nostro Benedicto

Oggi il Santo Padre (e da profano di queste cose faccio notare che non aveva la solita mantellina sulle spalle, ma una semplice giacca) sembra aver risposto a tutti quei sentimenti che hanno affollato la mente dei fedeli. E’ stata una catechesi particolare dove tutto il popolo che ha affollato Piazza S. Pietro era assorto nell’ascoltare ogni parola. Forse è stata una mia impressione, ma non ho mai visto una tale folla  in così composta attenzione. Ogni persona, credo, fosse intenta ad interiorizzare il più possibile il dialogo che il Papa stava facendo con noi. Egli stava in quel momento parlando con tutti e con ciascuno di noi, e non stava solo ringraziandoci, ma stava comunicando (nel senso più nobile di questo termine) la sua esperienza e il suo stato d’animo nel suo ufficio e nella sua difficile decisione.  Amare la Chiesa significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre davanti il bene della Chiesa e non se stessi.  Il Papa ha detto che ha fatto questa scelta sapendo bene la gravità e la novità che comportava, ma con una grande serenità di animo. Solo chi segue la volontà di Dio può avere questa serenità e sono sicuro che abbia scrutato a fondo il suo animo per cercare cosa aveva messo nel suo cuore il Signore. Pensavo che avesse detto in questi giorni, riferendosi ai giorni seguenti il suo annuncio, invece nel testo della catechesi dice in questi mesi (ho chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarmi con la sua luce per farmi prendere la decisione più giusta) . Penso comunque che anche questi giorni, e anche quest’ultimo prima dell’efficacia della rinuncia sarà, siano stati spesi nell’introspezione interiore e, certo, gli esercizi spirituali di Quaresima avranno contribuito a chiarificare ulteriormente il suo pensiero.  Molto importante è stato anche il passaggio riguardante la sua elezione a Pontefice:  In quel momento, come ho già espresso più volte, le parole che sono risuonate nel mio cuore sono state: Signore, perché mi chiedi questo e che cosa mi chiedi? E’ un peso grande quello che mi poni sulle spalle, ma se Tu me lo chiedi, sulla tua parola getterò le reti, sicuro che Tu mi guiderai, anche con tutte le mie debolezze. E otto anni dopo posso dire che il Signore mi ha guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire quotidianamente la sua presenza (...) ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Lo ha ripercorso, poi, spiegando come in questa accettazione il per sempre del suo impegno per il Signore non sia cancellato, ma rimanga in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. E’ veramente questo che conta, l’aiuto di Dio che non viene mai meno in nessuna condizione e prova. Certamente la Chiesa ha molti carismi e non è facile conoscere e seguire quello personale; il Signore però ci dona anche nei più piccoli incarichi o ruoli, quella grazia di stato capace di farceli compiere al meglio, portandoci alla Santità. Sono molto lontano dal poter giudicare gli effetti della decisione del nostro amato Papa, ma sono convinto che ufficio petrino e preghiera non sono inconciliabili, e mi consola che nell’orazione il Santo Padre resterà: nel recinto di san Pietro. Non credo sia solo l’indicazione geografica del luogo dove si ritirerà (ma la preghiera non è un ritiro come lo intende il mondo, anzi) vicino S. Pietro, in preghiera, ma la semplice spiegazione di quanto scritto da Roberto de Mattei, quì, sulla differenza tra potestas ordini (indelebile) e potere di governo abdicabile. Questo significa che ci sarà sempre un solo Papa con la sua prerogativa di infallibilità, ma il carattere sacro impresso in Benedetto XVI (che comunque è da notare sia sempre quello dell’Episcopato) rimarrà “per sempre” nelle sue preghiere (di cui abbiamo quanto mai urgente bisogno) che lui ci ha promesso per il bene della Chiesa.  Adesso però tocca a noi pregare per lui e per la Chiesa , questa sera ci sarà una fiaccolata a S. Pietro dalle 19.00 alle 20.00 e domani i più arditi potrebbero seguire il loro “Capitano” anche a Castel Gandolfo.   Perchè la vox populi si è epressa oggi con la voce di un simpatico signore    che gridava con la sua coraggiosa voce:  “Rimani con noi Santo Padre  per il bene della Chiesa, dell’italia e per la Pace in questo momento travagliato.”                                (imagine d’apertura, visibile dalla prima pagina del Blog: Papa benedetto guarda i suoi fedeli al Santuario di Cristo Re in Messico)

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 27, 2013 da in Uncategorized.
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