Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Lettera al Papa

Aggiornamento in fondo con Comunicato

A Roma oggi è una giornata fredda e piovosa, irreale, quasi, per la nostra città che ci inonda ogni mattina del suo calore e della sua luce. La sorte di Roma è indissolubilmente legata a quella di un uomo che ci vive vicino con la sua presenza discreta, un uomo che rappresenta la storia  e le vicissitudini dell’umanità e quel nodo che lega indissolubilmente la terra al Cielo. La notizia della sua abdicazione, per favore non chiamatele dimissioni perchè non è un mestiere, è di quelle che fai fatica a realizzare tanto da appigliarti a qualsiasi indizio che possa scongiurarla; ma non è uno scherzo. Tanti pensieri affollano la mia mente, cercherò di riordinarli in alcuni appunti. Parto ovviamente dalle parole dello stesso Papa: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio – ha detto il Papa -, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato“. Il motivo di una scelta formalmente legittima è quindi il non riuscire, come Papa, a rincorrere i ritmi del mondo moderno. Conto ovviamente zero, ma non riesco proprio a capire questo ritratto del ruolo del Pontefice. Forse che il Beato Giovanni Paolo II negli ultimi anni del suo Pontificato sia stato meno Papa? Il Papa Benedetto scrive che è consapevole di come il suo Ministero debba compiersi anche soffrendo e pregando, ma io andrei oltre, direi come è importante per noi che tale sofferenza e tale preghiera del Papa sia pubblica, non ostentata, ma condivisa. Santo Padre la preghiera monacale risponde certo a questi canoni, ma un Papa deve essere visibile. Non servono tante parole o risposte più o meno puntuali ai sempre più frequenti attentati contro il bene; le agenzie giornalistiche e il loro stile di comunicazione fanno leva sull’apparire  e spesso perdono di vista la cosa più importante; che è: esserci. Noi la consideriamo un Padre, può un padre abdicare al suo ruolo? E’ stato detto che il suo gesto indica grande umanità nella Chiesa, ma vogliono semplicemente dire la grande modernità della Chiesa dove sotto c’è l’astio nei confronti di un Giovanni Paolo II che non si è vergognato della sofferenza: era egli più o meno umano rispetto al criterio efficientista vigente? La Chiesa, che è maestra di umanità, non deve piegarsi ai ritmi della modernità, ma denunciarne l’antiumanità. Come per il riposo domenicale, la vita ha dei ritmi che vanno testimoniati, andando anche contro tempo rispetto all’incedere impetuoso e martellante del cosiddetto progresso. Chi è stonata è quell’ideologia che gira vorticosa su se stessa come un gatto che si morde la coda senza avanzare di un solo passo.  La sua testimonianza è sempre stata limpida, non solo a parole, ma anche con i suoi gesti; dalla fermezza contro gli scandali ad una nuova cultura che non debba rinnegarsi, ma che aspiri finalmente al bello, alla centralità di una liturgia vista nella sua forma perenne; se deficienze ci sono state sono da imputarsi a quanti non l’hanno supportata e l’hanno lasciata spingere da sola la barca controcorrente. Le sue parole poi bastano da sole ad indicare la buona rotta. Proprio ieri ci diceva: “L’uomo non è autore della propria vocazione, ma è risposta alla proposta divina; e la debolezza umana non deve far paura se Dio chiama”.  Ebbene Santo Padre non abbia paura della sua debolezza, noi adoriamo Gesù Cristo che ha il suo trono divino nella Croce, al culmine della Sua umiliazione. Nella sua sofferenza, Quello ci manifesta, l’essenziale. Non possiamo neanche immaginare il suo malessere spirituale, forse effetto di un’unione mistica con i dolori di Gesù patiti per un mondo sempre più indifferente ed egoista. Non sappiamo il futuro che ci aspetta, ma nel decifrare i Segni dei Tempi, abbiamo sempre bisogno della sua presenza discreta e solida come la roccia, granitica come il Sì di Maria, per far sì che non fuggiamo davanti ai lupi e che non veniamo inghiottiti dal baratro di un declino umano di cui rappresentiamo l’ultima speranza.

COMUNICATO-STAMPA
 
Roma, 11 Febbraio 2013 – Costernati ed addolorati per la notizia delle dimissioni dal pontificato di Benedetto XVI, inginocchiati spiritualmente ed umilmente davanti la Sua Sacra persona, imploriamo il Santo Padre – con grido ed amore di figli – perchè rimanga a capo della Chiesa secondo il fulgido esempio del Beato Giovanni Paolo II, in onore del quale il Papa attuale accettò tale oneroso compito.
La vergine di Lourdes ci ottanga questa Grazia.

4 commenti su “Lettera al Papa

  1. hjorvardr
    febbraio 12, 2013

    Questa terribile notizia mi ha veramente sconvolto; ad essere sincero in un primo momento è prevalsa un po’ di delusione, mi sono sentito un po’ “abbandonato”. Abbastanza spontaneamente mi si è presentato il paragone con gli ultimi anni di Giovanni Paolo II le cui condizioni fisiche negli ultimi anni erano senz’altro peggiori. Poi però, leggendo il discorso di ieri di Benedetto XVI ho capito che forse fare paragoni è fuorviante: Giovanni Paolo II ha voluto dare una testimonianza di forza e coraggio; Benedetto XVI una testimonianza di grandissima umiltà (come nel resto della sua vita). Non c’è secondo me, in questo contesto, una scelta giusta o sbagliata. Anche perché l’attuale Pontefice ha detto che questa grave decisione è maturata dopo lunghe preghiere e dopo lunghi colloqui con Dio.
    Certo, anche a me dispiace enormemente questa decisione e non vorrei mai aver vissuto un giorno come quello di ieri; fin dai primi giorni della mia conversione gli insegnamenti dell’allora Card. Joseph Ratzinger sono stati la stella polare che mi ha guidato nelle tenebre del mondo. Mi sento quindi particolarmente legato a Benedetto XVI e molto addolorato per la sua decisione.
    Ora è il momento di pregare, pregare, pregare…

    • San Luigi
      febbraio 12, 2013

      Anche io mi sento legato molto alle parole del Papa, ma non riesco a vedere in questo gesto che una malintesa umiltà. Al contrario di molti spero che il Santo Padre ci ripensi, quella sarebbe vera umiltà.

      • hjorvardr
        febbraio 12, 2013

        Intendiamoci, anch’io vorrei che ci ripensasse (anche se mi sembra estremamente improbabile), stavo solo cercando di capire il perché di questo gesto…comunque vadano le cose AMORE PER LA CHIESA SENZA SE E SENZA MA

  2. Pingback: Oremus pro Pontifice nostro Benedicto | Circolo Giovanile San Luigi IX

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 11, 2013 da in Uncategorized.
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