Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Col sostegno di Bagnasco

La prolusione fatta dal Presidente della Cei Angelo Bagnasco ci sprona sempre più ad intraprendere la buona battaglia politica. Da un lato leviamo un sospiro di sollievo perchè l’equidistanza rispetto agli schieramenti e l’obiettività sembrano di nuovo protagonisti delle dichiarazioni dei nostri pastori nazionali. Il Cardinale denuncia l’originalità e la valenza della dottrina sociale della Chiesa per un cambiamento di paradigma in una crisi che è tutta insita nella formula:  consumi-spesa-debito pubblico, valorizzando allo stesso tempo l’economia rurale e concreta vicina al reale e alle esigenze primarie delle persone. Poi passa a indicare la svolta antropologica che deve informare l’azione politica; ritornare alla dignità della persona umana. Da un lato infatti invita  un popolo generoso, che si è speso in sacrifici (per chi, però?), a partecipare alla politica, dall’altro denuncia come le questioni cruciali dell’uomo; la vita, la famiglia, l’identità, siano accantonate per poi essere risolte solo con criteri economici (precisamente bio-economici in un neologismo purtroppo calzante). Merita di essere poi ripresa una frase riguardo al matrimonio e la famiglia, che mette una stoccata imparabile nel petto flaccido di una Corte di Cassazione che ha perso da e di molto la bussola:  La famiglia precede lo Stato, in quanto è un istituto dotato di una sua naturalità per nulla convenzionale, perché iscritta nel codice addirittura fisico della persona: le differenze sessuali, infatti, si richiamano vicendevolmente in vista di un mutuo completamento nel segno dell’amore che è accoglienza e dono, grembo di nuove vite da generare e educare. Il diritto del bambino – non al bambino – viene prima di ogni desiderio individuale.

E ancora: La crisi in atto – che in ultima istanza può essere vinta solo con la cultura della vita (cfr Messaggio CEI per la Giornata della vita 2013), ci ricorda che senza un’apertura al trascendente l’uomo diventa incapace alla lunga di agire per la giustizia (cfr. Benedetto XVI, Discorso a Justitia et Pax cit.). Dunque, il bene comune immanente che tenacemente va perseguito, deve mantenere i cieli aperti perché questo procura perentorietà e dedizione all’iniziativa dei singoli.

E ora guardando l’agone politico non possiamo che scrutare di nuovo il deserto di questi principi e valori; forse la partecipazione dei cattolici deve incominciare a non esprimersi più nella delega e in un appuntamento tanto formale e vuoto, quanto legittimante la deriva lenta, ma costante che stiamo vivendo, e prodursi in un impegno 364 giorni l’anno per costruirla una vera alternativa e una vera possibilità per i cattolici di votare qualcuno che li rappresenti. Se ci fate caso infatti di cattolici autonominati sono pieni gli schieramenti, ma di programmi cattolici nemmeno l’ombra. Per questo il programma di Militia Christi, da 21 anni l’unico Movimento Politico che ha voluto tradurre in punti programmatici la dottrina sociale della Chiesa, ha formato una Lista Civica indipendente, o meglio che deve qualcosa solo alla Verità.

Quì si può leggere l’intera prolusione

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 29, 2013 da in Uncategorized.
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