Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Puntare sulla biodiversità e sul prezzo minimo garantito, appello dei Centri di Azione Agraria

Puntare sulla biodiversità e sul prezzo minimo garantito per preservare la qualità dei prodotti, l’integrità delle risorse e evitare lo sfruttamento dei lavoratori della terra. Questo è l’appello lanciato dai Centri di Azione Agraria che puntano sulla valorizzazione della terra per uscire dalla crisi. Un appello che è pienamente condivisibile per un ritorno all’economia reale contro le speculazioni finanziarie.

Tra l’altro la biodiversità è stata anche al centro di un altro appello di tutte le sigle più importanti come WWF e Legambiente (link) riguardo una politica europea (in discussione la riforma delle PAC 2014-2020) che rispetti la genuinità.

La crisi alimentare è sociale

Il problema dell’alimentazione ha assunto dimensioni globali. L’accaparramento
di terra iniziata con la crisi agricola del 2007-2008 ha spinto superpotenze,
tra cui la Cina, a colonizzare enormi territori agricoli africani, e non solo,
per assicurasi il “monopolio del cibo” e deciderne quantità qualità e prezzi a
livelli globali. Enormi gruppi bancari come la Goldman…Sachs,Barcley e Morgan
Stanley abbandonati i disastrosi mutui sub prime con annessi derivati, che
hanno causato l’attuale crisi mondiale, rivolgono le loro “amorevoli”
attenzioni all’economia reale, facendo del cibo un prodotto di speculazione
finanziaria, rischiando di aumentare in maniera esponenziale la fame nel mondo,
ivi inclusa quella nostra e dei nostri figli. Si sta combattendo una vera
guerra per la sovranità alimentare, a colpi di politiche economiche
comunitarie, nazionali, regionali, provinciali e comunali disastrose, che hanno
decretato l’abbandono della nostra agricoltura. Queste politiche economiche e
fiscali, improntate sullo sfruttamento del lavoro, hanno tolto dignità ai
lavoratori della terra, costringendoli ad indebitarsi per poi mollare tutto e
andarsene, lasciando “terreno libero” a queste multinazionali che si
stabiliranno da soli le loro regole di mercato. Lo hanno gia fatto in India, e
in Africa con conseguente migrazione di milioni di profughi costretti dalla
fame ad occupare i nostri territori. Il Caso campo profughi in agro di S.
Severo, che a breve verrà documentato, è la conseguenza più tangibile di queste
politiche coloniali e affamatorie.

Al fine di evitare e ostacolare l’avanzata di questi affamatori di popoli, è
di vitale importanza che questi rivendichino la propria “SOVRANITA’ ALIMENTARE”
attraverso:

INTERVENTI URGENTI IN AGRICOLTURA
Introduzione
I prezzi delle produzioni agricole primarie (grano, uva, olive, pomodori
etc…) sono rimasti bloccati a 30 anni fa e in alcuni casi sono addirittura
diminuiti, mentre i costi di produzione sono mediamente decuplicati. Per fare
un paragone, è come se gli stipendi medi in agricoltura fossero rimasti fermi
ai 180 Euro mensili dei primi anni ’80 contro i 1200 attuali!
Gli aiuti comunitari, erogati dall’AGEA, che avrebbero dovuto compensare
queste perdite, per scarsità di risorse si sono rivelate del tutto
insufficienti a colmare questo gap, provocando una situazione di perdita
costante di reddito da parte dei produttori agricoli, che incide principalmente
sulla mancata remunerazione del “Costo del Lavoro”, dal momento che tutte le
atre voci di spesa – semi, concimi, attrezzature, carburanti, fitofarmaci,
imposte e contributi etc…- sono costi rigidi e irrinunciabili per la
conduzione delle coltivazioni agricole. La continua perdita di reddito da parte
dei produttori agricoli ha portato ad un pesante indebitamento generalizzato
del settore, costretto da un lato a produrre enormi quantità eccedentarie di
prodotti agricoli per cercare di coprire i costi di coltivazione, che spesso
finiscono al macero con tutte le implicazioni ambientali, economiche e sociali
che ne derivano, dall’altra a limitare i costi laddove è possibile e il mercato
lo consente. Al fine di evitare che i bassi prezzi dei prodotti agricoli
continuino a provocare lo Sfruttamento indiscriminato del Lavoro degli
operatori agricoli, si rende indispensabile stabilire un prezzo minimo da
corrispondere in sede di contrattazione delle produzioni agricole tali da
assicurare la remunerazione della componente “Costo del Lavoro”, prezzo che
chiameremo PMG “Prezzo Minimo Garantito”. Sono gia disponibili gli strumenti
necessari al calcolo del PMG.
Di seguito viene schematizzato il percorso di realizzazione, adozione e
promozione di questo strumento al servizio della comunità.

” INTERVENTI URGENTI”

a – “Istituzione del PMG (prezzo minimo garantito) per le produzioni agricole”
[/i]

– Obbligo in sede di contrattazione della parte acquirente di garantire il
PMG
– Istituzione strumenti finalizzati alla fissazione del PMG

– Istituzione periodica tavolo tecnico-economico-agronomico finalizzato a
fissare il PMG per le principali colture agricole del territorio

– Certificare eticamente e legalmente le produzioni agricole indicando sul
prodotto finito l’applicazione del PMG in sede di contrattazione.

– Corredare l’etichetta del prodotto agroalimentare tal quale e/o trasformato
con la dicitura “Prodotto ottenuto nel rispetto del lavoro degli operatori
agricoli, ai quali è stato corrisposto il “Prezzo Minimo Garantito”

– Promuovere campagne di informazione che facciano prendere coscienza al
consumatore che i prodotti agroalimentari, perchè siano legalmente ed
eticamente conformi, devono provenire da materie prime agricole il cui prezzo
deve coprire almeno i costi di produzione, il “Prezzo Minimo Garantito”

– Promuovere campagne informative sulla legalità, che evidenzino come il
mancato rispetto del PMG sia la principale causa dello sfruttamento del lavoro
dei braccianti e dei produttori agricoli che avviene nei campi.

– Far comprendere ai cittadini come il lavoro debba essere considerato un
“Valore Assoluto” indipendentemente da chi lo apporti, italiano, comunitario o
extracomunitario che sia e di come il rispetto del PMG sia indispensabile per
la sua equa remunerazione

– Introdurre meccanismi di redistribuzione dei redditi in agricoltura, che
faccia ritornare ai produttori agricoli parte degli incrementi di prezzo che si
verificano lungo i vari passaggi della filiera agroalimentare

– Promuovere “l’agricoltura biologica” che, ancora libera dalla piovra delle
multinazionali, costituisce l’unica strada per riappropriarci della cultura e
dell’economia agricola etica e sostenibile del nostro territorio.

– Imporre nelle mense , ospedali, caserme etc. i prodotti biologici, in quanto
già clinicamente testati in ordine agli enormi benefici derivanti da un
alimentazione priva di ogni prodotto chimico di sintesi(insetticidi, fungicidi,
erbicidi, acaricidi) con conseguente forte contrazione della Spesa Sanitaria.

– Dimostrare ai consumatori che mangiare bio migliora la qualità e la quantità
della vita, perchè favorisce la propria cultura identitaria generando una
“coscienza sostenibile” che veda la terra, l’acqua e l’aria del nostro
territorio le uniche risorse per affermare la nostra sovranità alimentare,
economica sociale e culturale contro il devastante strapotere coloniale delle
multinazionali capaci di generare soltanto morte distruzione e desolazione.

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Questa voce è stata pubblicata il ottobre 30, 2012 da in Uncategorized.
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