Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Incontro a Roma con Madre Agnes-Mariam de la Croix

Aggiornamento video conferenza, in fondo.

Ieri ho avuto il privilegio a nome di Militia Christi di sentire Madre Agnes-Mariam de la Croix, superiora del monastero di Deir Mar Yacoub a Qara, nel governatorato di Homs. Il privilegio per due ordini di motivi; il primo, ed è quello che può interessare tutti, è stato poter sentire di prima mano una voce di chi è in prima linea (anzi tra le due linee di fuoco) in una guerra civile dai contorni poco chiari di cui viene riortata una versione addomesticata agli interessi di chi ci governa. La seconda è stata la Testimonianza di una religiosa, in una terra storica, in mezzo alle persecuzioni dei cristiani; una testimonianza fatta di amore indiscriminato che supera le barriere ideologiche e confessionali senza rinunciare a manifestare la propria identità cristiana di fronte all’islam più aggressivo e al laicismo di stato. Non ha mezze misure la religiosa quando parla e non ha protettori se non quel Dio la cui croce incornicia il suo sguardo.

Quando senti la verità la riconosci, non ha il sapore mellifuo e ambiguo della diplomazia a cui molti prelati si piegano (il cosiddetto politically correct che ha impedito che la suora fosse ospitata in una struttura cattolica)  nè quella degli slogan di chi invoca interventi armati in nome di faziosi interessi mascherati dall’altisonante nome (ormai non più di una minaccia) di democrazia.

Chi è parzialmente orientato verso i cosiddetti ribelli (tra i cattolici solo Padre dall’Oglio, che forse ha una visione strategica diversa per i cristiani nella regione), non può che vedere nella religiosa una persona altrettanto schierata, questo sembra trapelare dai giudizi su di lei da parte degli “occidentali”.

Se l’avessero sentita parlare avrebbero appreso come il suo impegno sia tutto rivolto ad un’informazione veritiera che soppesi senza secondi fini tutte le responsabilità e porti a quella giustizia, premessa della pace, di cui il paese ha tanto bisogno.

L’analisi lucida del governo siriano impedisce una sua idolatria, ma non può nascondere la legittimità degli interventi (e questo lo dico io, non lo ha detto lei) per la sicurezza del suo popolo. In qualsiasi luogo in condizioni analoghe ci si aspetterebbe altrettanto. L’analisi cristiana dell’autorità ci insegna a vedere con realismo le istituzioni temporali. Il governo siriano, anche se ispirato ad una dottrina laica (e certo la stessa dottrina con diverse ricette politiche, di cui stiamo pagando le conseguenze, ispira i paesi del cosiddetto occidente) dove i cristiani non sono però completamente equiparati, si impegna a difendere l’unità e l’integrità della sua popolazione che sono il vero bene minacciato dalla cosiddetta rivoluzione. Sempre realismo vuole che le conseguenze dell’appoggio della rivoluzione saranno la cacciata e lo sterminio dei cristiani e l’annessione della Siria nella zona di influenza della Turchia (che però vedrebbe acuirsi i problema dei curdi) e della Arabia saudita e quindi della Nato. Dovremmo esserne contenti? Anche se questo ci portasse qualche beneficio (e non lo fa) non potrebbe essere attuato ai danni della popolazione siriana e della verità, facendo  nostri alleati  quelli che diciamo di combattere.

Queste sono le linee direttrici di intervento di Madre Agnes da scolpire in qualche palazzo di vetro dove vige invece la regola dell’interesse economico (quì il link):

1 – Farsi un’idea chiara della posta geopolitica, attraverso uno studio approfondito e documentato

2 – Non assumere alcuna posizione politica, non per paura degli uni o degli altri, ma perché non ci sentiamo politicamente coinvolti. La nostra testimonianza è altrove, nell’Avvento in noi e intorno a noi del Regno di Dio, i cui mezzi non sono quelli del mondo. Noi non siamo né a favore né contro alcuna delle parti in conflitto. Noi prendiamo solo posizione contro tutto quello che è contrario alla legge di Dio e ai diritti dell’uomo.

3 – Dare aiuto a chiunque sia in difficoltà, qualsiasi sia la sua appartenenza.

4 – Se nessuno lo fa: avere il coraggio di criticare ad alta voce la disinformazione, perché si tratta di un attentato alla verità e di un modo di incoraggiare l’impunità dei malfattori, chiunque siano.

5 – Prendere posizione a favore dei poveri e dei maltrattati. Soprattutto i civili innocenti, sia che siano perseguitati dal regime, sia che lo siano da parte delle bande armate dell’insurrezione.

6 – Fare attenzione all’identità dei malfattori, come a quella delle vittime, onde poter discernere ed aiutare adeguatamente coloro che sono nel bisogno.

L’impegno concreto, l’unico che ha speranza nella Siria dilaniata, si chiama Musallaha, riconciliazione. Si tratta di riunire oppositori e lealisti (pro-Assad) metterli ad un tavolo, avanzare delle proposte e trovare soluzioni. Un momento, ma non è quello in cui dovrebbero credere gli strenui difensori della democrazia? E perchè allora non lo sponsorizzano ai più alti livelli? Forse andrebbe contro gli interessi di qualcuno? Meglio continuare ad armare chi entra dalle frontiere, qualcuno con le bandiere di AlQuaeda (video di manifestazione antigovernativa con bandiera Alquaeda), e si stabilisce nei quartieri, prima di Homs, poi di Damasco e ora di Aleppo, una città a maggioranza sunnita che non ha mai fatto alcuna manifestazione contro il regime. Lo scopo è quello di forzare i suoi abitanti ad unirsi alla loro causa e fomentare una spaccatura lungo le linee confessionali di una guerra civile.

Praticamente si tratta di snaturare la civile convivenza della cultura siriana; come fa giustamente notare Madre Agnes-Mariam è per questo che ci si deve battere non per il regime che è sostenuto da questa alleanza.

Bisognerebbe intervenire per porre fine alle violenze, non per fomentarle e in questo senso è forte l’appello a non rifornire di armi i ribelli e quindi AlQuaeda. L’America, la stessa che ha in passato giustificato gli attentati a Damasco col fatto che Assad rimaneva al potere (come per dire che sarebbero continuati, e infatti) adesso si dice preoccupata per quello che sanno e dicono tutti da un bel pò, forse sono un pò in imbarazzo a venire associati ai loro presunti nemici (che bella gente, vedi quì). -Approfondimento quì

Sembra che la Siria sia un pò segno di contraddizione, dove molte ipocrisie riguardo la politica internazionale (ma nche della politica vera e propria) vengono fuori. Posso solo ribadire l’assoluta trasparenza di Madre Agnes-Mariam de la Croix che, rispondendo ad una domanda scomodissima su Mussalaha, ossia che sia identificato come un movimento di pacificazione del regime vista la presenza di foto del presidente in alcuni luoghi di incontro, ha risposto che se fosse solamente di una parte non sarebbe riconciliazione, che è nato dal popolo e magari ha coinvolto anche il governo, ma che ovviamente le due parti che si riuniscono saranno sotto i simboli di chi ospita l’altra.

Delegittimare questo processo con scuse pretestuose (e questa lo sembra) aprirebbe solamente la strada a nuove violenze e terrori. Vogliamo questo solo per inebriarci con il sapore della ghigliottina che evoca la parola rivoluzione?

per meggiori dettagli sull’intervento di , vedere quì.

Per seguire il processo di pace e le informazioni vere da poter diffondere seguire:

Prima parte

Seconda parte

Terza e ultima parte

3 commenti su “Incontro a Roma con Madre Agnes-Mariam de la Croix

  1. San Luigi
    agosto 7, 2012

    Mentre l'”opposizione” uccide cristiani e alauiti a Homs e la preoccupazione va ai siti archeologici patrimonio dell’umanità che non possono essere difesi dallo stato siriano come vorrebbe, il Vescovo di Aleppo Jeanbart parla chiaramente contro i fomentatori di questa guerra, gli Usa, che spingono i ribelli tra cui jihadisti che vengono da tutto il mondo a continuare le violenze.

  2. Fraternità Maria Gabriella
    novembre 2, 2012

    Va sempre peggio… quando i Cristiani di Occidente si muoveranno per far ascoltare il grido dei fratelli delle Chiese Siriane?
    http://oraprosiria.blogspot.it/2012/10/cristiani-sotto-tiro-in-tutta-la-siria.html

  3. San Luigi
    novembre 3, 2012

    Cari fratelli organizzeremo presto qualcosa nel modo più opportuno con l’aiuto della preghiera per cercare di starvi vicino.
    Ci teniamo in contatto (potete mandarci la vostra mail quì: info@militiachristi.it)
    Che la Vergine vi assista sempre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il luglio 26, 2012 da in Uncategorized.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: