Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Giornata delle famiglie e giornata della Repubblica

La famiglia è la prima società naturale in cui nasciamo, è comunità, è cellula di un popolo che fa una Patria.

Quest’ultima è la famiglia delle famiglie, una comunità più vasta che poi si allaccia alla ancora più vasta comunità religiosa.

Dopo il risorgimento la Patria è diventata qualcosa di divino e di staccato sempre di più dalla comunità religiosa e dalla famiglia, è stata strumentalizzata da interessi particolari e ha cominciato le sue guerre.

Ma ora non è più neanche questa (in fondo sempre qualcosa di naturale) il nostro riferimento. Ora la divinità si chiama Repubblica; il sistema di governo statale, il contratto fatto da alcuni uomini tanto tempo creando valori e principi. Alcuni, certo, sono ancora ancorati al buon senso, ma è il principio contrattualistico alla base che ne mina la validità.

Infatti, frutto del compromesso tra diverse ideologie, non guarda tanto al bene comune, ma alla volontà dei singoli partiti, alla volontà degli attori internazionali che agiscono sul nostro tessuto sociale e legislativo.

A queste autorità fittizie fondate sugli interessi privati e quindi sul  potere e sul denaro, si contrappone saggiamente il valore autentico di quella società perfetta che è la famiglia.

Una comunità di mutuo aiuto che difende dalla prepotenza dello Stato, che non omologa, che pone le basi per un autentico sviluppo della persona umana, una persona responsabile e critica nei confronti di un potere sempre più prevaricatore.

Per questo si tenta di corrompere questo istituto; lo si indebolisce creando figure di convivenza alternative basate sull’interesse momentaneo, surrogando il ruolo dei genitori, alimentando i contrasti delle coppie con astratte identità e soprattutto privandole del bene più prezioso; la vita che nasce.

Nel rovesciamento dei valori per cui il modello è l’individuo (senza altre caratteristiche, astratto) assoluto (così ci vorrebbero perchè più facilmente manipolabili), ecco il baluardo sicuro, ecco il porto di rifugio nelle intemperie della crisi.

La prima e più importante agenzia educativa è anche il cardine da cui ripartire per rifondare una comunità scollata e dispersa nelle nebbie del nulla con nutui e tasse esorbitanti.

Ma  a cosa educa una famiglia?

Una vera famiglia, dove si vuole il bene dei propri membri, educa all’amore, al rispetto dell’altro (che sono per primi uomini e donne) al sacrificio e agli affetti veri.

Per questo lo Stato dovrebbe aiutarle e promuovere lui stesso, in prima persona, iniziative come quelle del Papa.

Ah, per rispondere a qualche corvo che parla di soldi, rinvio a qualche link dove a fronte di un investimento di 3.1 milioni (per potenziare i servizi pubblici, e una nuova linea lilla) di euro ci sarà un indotto di 55milioni di guadagno (minimo), per non parlare della copertura di fondazioni, diocesi varie e l’effetto richiamo per il turismo dato che la Chiesa, essendo internazionale, porterà un pò di Milano in tutto il mondo.

Sapendo il programma delle frecce tricolori per giugno, possiamo fare qualche paragone?

27 commenti su “Giornata delle famiglie e giornata della Repubblica

  1. Nonimo
    giugno 2, 2012

    Famiglia. Che xxxxxx inutile. La causa più grande dello stato in rovina. Nessuno si rende conto grazie a genitori incapaci e all’educazione familiare che ciò che è pubblico è anche suo, e ognuno sviluppa una schizzofrenia culturale tra ciò che ti dicono i genitori, e ciò che ti dice l’istruzione.
    Comunque domanda facile: Cos’è la famiglia?

  2. Nonimo
    giugno 2, 2012
  3. San Luigi
    giugno 2, 2012

    Stai diventando troppo sboccato e ne sta risentendo anche il contenuto dei tuoi messaggi, se continui con questa brutta piega ti dovrò censurare.
    La famiglia è la soicetà naturale fondata sul matrimonio, ossia l’unione stabile tra un uomo e una donna, il resto sono ammucchiate, senza riferimenti, nè capo nè coda. E non c’entra niente la coppia bianca o nera come dice quel triste sito fatto apposta per andare contro la Chiesa senza pensare che la famiglia è tale da prima che ci fosse la Chiesa e lo sarà sempre.
    Ciao
    p.s. dici che la famiglia è inutile, ma come pensi di essere nato tu da un neo di Napolitano?

    • San Luigi
      giugno 2, 2012

      Ah dicono che abbiano fatto un autogol ad accogliere il Papa così:

      io credo che non siano tanto ingenui e che invece è proprio la famiglia di composta da un uomo e una donna ad essere il vero arcobaleno, è ora che ci riprendiamo i colori trafugati dai grigi omo-logatori e trans-genici

  4. Nonimo
    giugno 3, 2012

    Ora una cerimonia cambia tutto, ovviamente. Ridicolo veramente. Come sono nato io? Io sono nato da un rapporto sessuale, niente di più. Famiglia? Non ne ho. Bisogno? Non ce n’ho. Risultati? Non così male. La famiglia è solo una forma promitiva di società che dovremmo superare per arrivare alla convivenza civile. Quel sito è fatto contro chi difende la famiglia a spada tratta, non contro la chiesa nello specifico, e lo fa in maniera molto pacata e anche dettagliata.
    Comunque se tu sei convinto che una cerimonia faccia così la differenza tra una coppia sposata e una non, vuol dire che hai le priorità sballate e che dai importanza alle cose superflue, cosa che non mi meraviglia, i religiosi tendono a dare importanza alle cose inutili.

    • San Luigi
      giugno 3, 2012

      Non c’entra niente la cerimonia in sè, ma la pubblicità di un impegno assunto per la vita e per il bene dei figli. della società e del futuro.
      Tu non stai bene, fai discorsi senza senso, ma veramente credi che chi non ha rispetto dei genitori (un rispetto naturale per la loro autorità) possa averlo per lo Stato ente esterno e artificiale, seppure il bisogno di legarsi in comunità sia anche essso naturale per l’uomo?

  5. Nonimo
    giugno 3, 2012

    Ok, sono d’accordo sull’impegno per il bene e la famiglia, e non vedo cosa c’entri il matrimonio con tutto ciò. MAH.
    Non si parla di rispetto, si parla di abitudini, vivere in famiglia come nucleo unito e distinto dalla “cosa pubblica” crea secondo me una distanza che non riusciamo a colmare e che ci porta a “fregare” laddove possiamo lo stato stesso. Questo perchè considerando “nostro” ciò che è di nostra esclusiva proprietà, mentalità sostenuta dalla famiglia che lo rappresenta nei legami sociali, non capiamo che nostro è anche ciò che è di tutti. Guarda caso siamo uno dei paesi più arretrati come coppie di fatto, divorzi brevi (11 anni per un divorzio …) ecc. e siamo anche uno dei paesi dove le persone sono più ladre e menefreghiste della cosa pubblica.
    Questa ovviamente è una mia opinione, e la risposta al tuo “ma davvero….?” è si. Si, io penso che se anzichè crescere in un nucleo di 3/4/5/6 persone , in qualche caso incapaci , ignoranti, bigotti criminali o peggio , crescessimo in stretto legame con il prossimo in senso generico e non solo con i parenti, vivremmo in una società migliore.

    • Algophagitis-VIII
      giugno 3, 2012

      “vivere in famiglia come nucleo unito e distinto dalla “cosa pubblica” crea secondo me una distanza che non riusciamo a colmare e che ci porta a “fregare” laddove possiamo lo stato stesso.”

      Ecco. Meglio. La famiglia è un corpo intermedio tra individuo e stato. Rappresenta un freno agli abusi del potere. Chi ha progetti di potere statale o mondialista vuole far rimanere solo due unità, lo stato (o meglio lo stato internazionale/globale) e l’ individuo.
      Quasi tutte le tue concezioni derivano da una radicata idolatria dello “stato”. E’ una venerazione ai limiti della attrazione carnale.
      Provo a spiegarti cosa è lo stato.

      A] Lo “stato” non è fatto dalle persone (che “magicamente” cooperano al bene comune) e non è al contempo è ciò che definisce le persone.
      Lo “stato” è un oggetto sociale (cioè un concetto/oggetto astratto), non un oggetto naturale (come lo sono maggiormente i nuclei aggregativi (branco, famiglia, gens).
      Lo stato ha bisogno di un governo (chi comanda), ma il governo non necessita necessariamente lo stato (possono esserci altre forme di dominio, come autogoverno, corporazioni, governo familiare, governo territoriale).
      Come già detto le altre forme di aggregazione/governo stanno sparendo oggi.
      Il governo necessita il potere. Il potere è derivato da varie cose. Può essere fisico/militare, economico/fiscale ecc… Le varie forme di aggregazione si basano sul rapporto tra comando e obbedienza. E’ ovvio a tutti (ma non oggi, a causa delle ideologie false (es.democrazia) che non tutti possono governare e non tutti possono obbedire, ma ci deve essere chi comanda e chi obbedisce.
      L’ obbedienza è derivata da paura, inganno, devozione, comuni interessi, secondi fini, coercizione ecc…
      Non c’è governo senza potere (concreto).
      Il governo “crea” (con la cooperazione anche dei sudditi) degli oggetti sociali, simboli, ideologie, che devono essere accettate come verità. Es. La corona= simbolo del potere; il re come persona e il re come istituzione (forma mista); I ministri; Il presidente; il cancelliere; il sindaco (ecc…). Tutte queste cose sono oggetti sociali che non esistono come cose naturali. Anche lo Stato è una costruzione del genere. Questi oggetti sono derivati dal potere del governo e al tempo stesso contribuiscono al potere del governo. Le persone obbediscono e quindi danno potere, le persone credono nella realtà, nel potere di certi oggetti sociali (es. le leggi) e quindi ne incrementano il potere (sostenendone il contenuto con azioni, non ribellandosi).
      Detto più chiaramente, nessuno è tenuto moralmente ( e qui tu dirai che la morale non deve interferire con lo Stato (lasciamo perdere)) a obbedire allo stato, nè c’è il “presidente” o la “legge” in modo oggettivo. Ci sono certe combinazioni di cose da cui fuoriescono tali emanazioni.

      B] Nel corso dell 700,800,900 lo stato ha subìto un processo di astrazione progressiva e contemporaneamente di idealizzazione.
      Il governo nazionale ha incrementato il suo potere.
      Negli ultimi 50 anni soprattutto il concetto di stato e di potere sono stati ancorati a quelli di “volontà popolare”.
      Questo è assurdo per definizione e altro non è che un inganno dato che la democrazia vera e propria funziona bene in gruppi ristretti e omogenei nelle decisioni (e quindi servirebbe anche a poco). L’ inganno è fine al mascheramento dei veri poteri in gioco. L’ inganno della democrazia permette di rendere le masse arrendevoli senza turbarne l’ ottimismo, facendo credere che sono loro che governano. La realtà è ben diversa.
      La democrazia è da una parte una comoda farsa, dall’ altra è un sistema usato per scardinare certi valori in contrasto con ciò che piace a chi ha maggiore potere (oggi: poteri economici/finanziari/ associazioni internazionali), ma solo quelli.
      La famiglia, i corpi intermedi, le “nazioni” (in senso storico/culturale), i valori forti, il monoculturalismo sono ostacoli al progetto di dominio internazionale, (anche) per questo sono osteggiati. Le votazioni democratiche non conformi a principi comodi al governo globale (o alla morale progressista), sono bollati come fascisti e antidemocratici.

      C] Tornando alla famiglia. Una famiglia dispersa è debole, una famiglia (nucleare o allargata) è forte, ha al suo interno un proprio sistema di governo, è più difficile da controllare. L’ individuo astratto e con legami occasionali è facile preda del potere. Una coppia di fatto, una coppia divorziata, una “famiglia” gay, un single con figlio adottato, sono più stretti nelle maglie del potere istituzionale. Sono imbrigliate in esso, dato che presuppongono contratti, burocrazia, e (nel caso dei gay), non sono autonomamente riproduttivi. C’è maggiore controllo.
      Ovviamente l’ attacco alla famiglia tradizionale non è solo funzionale al potere. Le nuove forme di convivenza derivano dall’ individualismo e dalla perversione, dall’ abbandono di certi valori.

      P.S. Puoi dire che anche il matrimonio imbriglia (essendoci un contratto). E’ verissimo, ma solo per il matrimonio come è considerato. Il matrimonio vero prescinde da contratti burocratici o economici, non è creato da essi. E’ solo col tempo che tali aspetti (certamente connessi al matrimonio) si sono accentuati fino a far credere il matrimonio un contratto economico/sociale.

      • San Luigi
        giugno 3, 2012

        Come diceva qualcuno la democrazia è il modo migliore di fregare le persone col loro consenso…

    • San Luigi
      giugno 3, 2012

      Solo nel matrimonio ci può essere questo impegno per la società, senza impegno non c’è matrimonio.
      Il primo prossimo lo hai nella tua famiglia ed è sempre lì che impari a sacrificarti per il bene di uno dei componenti. Se non lo impari lì è molto difficile che tu lo possa fare per persone più estranee e non sarebbe neanche giusto. Sempre in famiglia noi impariamo che non tutto ciò che abbiamo è solo nostro, ma si convive e si capisce che ci sono le esigenze degli altri. Per quanto rigaurda l’impegno civile (che si attua in primis in famiglia), non mi sembra che grandi politici o grandi uomini che si sacrificano per il bene comune ci siano nei paesi che descrivi te, c’è un diffuso individualismo invece, magari uno Stato più efficente (con tasse minori però, forse saranno anche quelle le cause dell’evasione il crimine capitale per te), quello sì, ma perchè non sono certo come noi che accettiamo tutto, pure il “governo” Monti.

  6. Nonimo
    giugno 3, 2012

    “vivere in famiglia come nucleo unito e distinto dalla “cosa pubblica” crea secondo me una distanza che non riusciamo a colmare e che ci porta a “fregare” laddove possiamo lo stato stesso.”
    Ecco. Meglio. La famiglia è un corpo intermedio tra individuo e stato. Rappresenta un freno agli abusi del potere. Chi ha progetti di potere statale o mondialista vuole far rimanere solo due unità, lo stato (o meglio lo stato internazionale/globale) e l’ individuo.
    Quasi tutte le tue concezioni derivano da una radicata idolatria dello “stato”. E’ una venerazione ai limiti della attrazione carnale.
    No, le mie concezioni derivano semplicemente dal desiderio di cooperazione totale tra le persone, cosa che non è incentivata e aiutata dall’esistenza stessa della “famiglia”. Nel discorso che stavo facendo intendevo come stato semplicemente la comunità sociale.
    Provo a spiegarti cosa è lo stato.
    A] Tutto molto bello, ma non è questo il punto.Ti ripeto che parlavo di stato intendendo io le persone. Ciò era strumentale in questo caso per far capire che la distanza avveniva tra il privato (la famiglia) e il pubblico (lo stato) comunque lo si intenda.

    C] Tornando alla famiglia. Una famiglia dispersa è debole, una famiglia (nucleare o allargata) è forte, ha al suo interno un proprio sistema di governo, è più difficile da controllare. L’ individuo astratto e con legami occasionali è facile preda del potere. Una coppia di fatto, una coppia divorziata, una “famiglia” gay, un single con figlio adottato, sono più stretti nelle maglie del potere istituzionale. Sono imbrigliate in esso, dato che presuppongono contratti, burocrazia, e (nel caso dei gay), non sono autonomamente riproduttivi. C’è maggiore controllo.
    Ovviamente l’ attacco alla famiglia tradizionale non è solo funzionale al potere. Le nuove forme di convivenza derivano dall’ individualismo e dalla perversione, dall’ abbandono di certi valori.
    Ok, qui c’è un po’ da dire. Tutto il tuo discorso si regge sul “dispersa”.Ammesso e non concesso che ciò dirivi dal matrimonio , e dubito che sia così, si potrebbe parlare di una tal famiglia solo in una società dove il legame è indissolubile , a vita.
    Una coppia di fatto è più stretta nelle maglie del potere istituzionale ? Cioè?
    Se ho capito ciò che dici, cioè la necessità di contratti, burocrazia ecc. ciò dipende solo dal fatto che non sono ancora riconosciute.
    Per quanto riguarda l’essere autonomamente riproduttivi, è una cosa che non regge. Una coppia con sterili lo è allo stesso modo, una coppia che non vuole figli, una coppia di 75 anni ecc.
    P.S. Puoi dire che anche il matrimonio imbriglia (essendoci un contratto). E’ verissimo, ma solo per il matrimonio come è considerato. Il matrimonio vero prescinde da contratti burocratici o economici, non è creato da essi. E’ solo col tempo che tali aspetti (certamente connessi al matrimonio) si sono accentuati fino a far credere il matrimonio un contratto economico/sociale.
    Si ma oggi si parla di questo matrimonio, con tutta la burocrazia che ne deriva. Che una volta fosse diverso non lo dubito, ma ora è così. Io sono per l’unione di due persone e basta, senza apparati vari sopra, poi se vogliono procreare ben per loro.

    Un altro danno che la società ha sempre comportato è la malsana idea che i figli siano proprietà dei genitori, che ha portato a gravi problemi.

    • San Luigi
      giugno 3, 2012

      Basta che parli di persone (nel loro aspetto comunitario, pubblico?) come lo siamo tutti, anche il Papa, lo stato è un’altra cosa, è già una forma organizzativa
      Famiglia è un’altra cosa, non due persone (o anche più a questo punto visto il sito che mi hai fatto vedere) che stanno insieme, ma un progetto che include pure (la generazinoe e) l’educazione dei bambini.

    • Algophagitis-VIII
      giugno 4, 2012

      I) “le mie concezioni derivano semplicemente dal desiderio di cooperazione totale tra le persone, cosa che non è incentivata e aiutata dall’esistenza stessa della famiglia”.
      La cooperazione totale è impossibile, la società è terreno di scontri e caos, oltre che di collaborazioni. La tua è una concezione irrealistica. Comunque con l’ esistenza della famiglia ci può essere cooperazione forte tra persone, solo che ci sono dei legami causali/ di governo interni, quindi la cooperazione viene mediata. Tu auspichi che ci siano solo individui che operano tutti su vasta scala, cosa che è impossibile. Solo chi possiede un grande potere può fare ciò (anche tramite l’ obbedienza dei sottoposti). L’ individuo comune è debole.
      Recidendo i legami con i parenti (e con la comunità locale) a favore di una visione astratta di stato, si rende l’ individuo un suddito migliore dei poteri che governano.

      “Nel discorso che stavo facendo intendevo come stato semplicemente la comunità sociale.” “(per) stato intendendo io le persone.”
      E’ una concezione falsa di stato. Lo stato non sono le persone. La società è fatta di persone, ma la società non è lo stato. Un insieme di persone non è uno stato. Oltre a questo, anche lo stato nazione ora sta scomparendo, a favore degli stati internazionali, quindi il tutto è più vago. E’ assurdo parlare di stato in questi termini.

      II) “Tutto il tuo discorso si regge sul “dispersa”.”
      Non proprio. C’è la contrapposizione tra famiglia naturale autonoma e “famiglia/aggregazione” giuridica (necessita di contratti, è dipendente dal governo, ha poca autonomia, non è necessariamente basata su legami di sangue).
      Dispersa significa o che i legami (anche di dominio) sono deboli o che i suoi componenti sono frammentati (es. divorzio, maggiore autonomia dei singoli componenti).
      In una famiglia naturale il legame matrimoniale è indissolubile, come il legame con i figli (che ovviamente cresciuti formano altri nuclei famigliari).
      In una famiglia artificiale/giuridica i legami sono stabiliti da contratti (es.matrimonio-divorzio-adozione-affidamento) e sono rescindibili. Tali contratti privano della autonomia i legami, cioè li rendono succubi della burocrazia e del riconoscimento da parte del governo e delle leggi, li rendono derivati da essi. La sfera famigliare diventa sottoposta alla convenzione giuridica, viene snaturata.
      Le unioni civili non sono come la famiglia. Sono costruzioni giuridiche. Sono definite tramite un contratto, sulla base della volontà di chi fa il patto. Dietro c’è solo il nucleo abitativo (ma non necessariamente) e la volontà di firmare il contratto.
      Nei paesi che non hanno questo riconoscimento si spinge ad averlo. Una parziale autonomia la hanno solo quando non sono riconosciute. Queste aggregazioni però possono ottenere maggiori benefici (che non possono prendere da soli, a causa della stessa natura del rapporto) solo tramite l’ azione giuridica. Per questo sono più dipenenti.
      Questa è una degenerazione del matrimonio e della famiglia, relativizzati ,resi “positivi” e non naturali e con legami più deboli e rescindibili.
      Es. una famiglia gay non esiste, è una mostruosità, è introvabile in natura. Può esistere solo tramite atti artificiali giuridici che obblighino il riconoscimento di essa e facciano avere certi benefici.

      III) “Per quanto riguarda l’essere autonomamente riproduttivi, è una cosa che non regge. Una coppia con sterili lo è allo stesso modo, una coppia che non vuole figli, una coppia di 75 anni ecc.”
      Le coppie sterili o gay non sono autonomamente riproduttive. Necessitano dell’ adozione o dell’ inseminazione artificiale, che sono mediate da contratti giuridici o leggi. Una famiglia normale non ha bisogno di atti notarili o contratti per fare figli, non deve compilare moduli, è autonoma.
      Una coppia che non vuole figli non c’entra niente con questo discorso.
      Una coppia di 75 anni che non può più avere figli diventa dipendente dal governo se vuole adottarli.

      IV)”Si ma oggi si parla di questo matrimonio, con tutta la burocrazia che ne deriva.”
      Questo matrimonio (dissolubile, fondato su un contratto e sul riconoscimento statale) non deve esistere, è una degenerazione ed è la prima causa della distruzione della famiglia, delle coppie di fatto, del “matrimonio” gay, dell’ adulterio giuridico (poliamore) ecc…
      Il matrimonio e la famiglia prescindono dagli artefatti giuridici. Il matrimonio può essere riconosciuto da una comunità o da un governo, ma non sono le leggi o il riconoscimento a definirlo.

      V) “Un altro danno che la società ha sempre comportato è la malsana idea che i figli siano proprietà dei genitori.”
      Non si può avere la proprietà di una persona, ma solo di cose, piante e animali. Si può avere il dominio su una persona, nel senso di governarla e comandarla. I figli sono sotto il comando dei genitori, sottrarli a questo dominio significa sottoporli a un altro dominio (es. governo), e questo mi sembra abbastanza agghiacciante.

      VI) “l’educazione dei bambini per me non dovrebbe assolutamente essere affidata alle famiglie.”
      E’ abominevole. E’ una cosa da stato totalitario. Anche questo permette di accrescere il dominio del governo sugli individui.

  7. Nonimo
    giugno 3, 2012

    Appunto, io dico che la famiglia ti fa vedere le altre persone come “altro” , persone di classe B , a differenza dei familiari che sono di classe A. Questo è ciò
    che intendo. E poi ecco, l’educazione dei bambini per me non dovrebbe assolutamente essere affidata alle famiglie.

  8. San Luigi
    giugno 3, 2012

    Avevo capito, ma non è questione di classe è questione di gradualità, se non ti rivolgi al tuo “primo” prossimo, come puoi rivolgerti all’ultimo?
    E’ come dire che la comunità nazionale ti fa vedere le altre persone fuori da questa comunità come persone di serie B, in realtà anche quella è un’altra gradualità. E’ innaturale che uno si senta fratello subito con un estraneo. La famiglia è la prima educazione e quella più naturale per tutte le capacità e per formare gli uomini e le donne che poi (solo poi) saranno cittadini, a meno di non volerli disumanizzare come avveniva in Sparta e nelle altre società totalitarie (Terzo Reich, Gioventù del Littorio, Comunismo etc.), secondo l’ideologia dello Stato.
    LA natura fa tutto meglio ed educarli a quella (come fa anche la Chiesa) è la cosa migliore.

  9. Nonimo
    giugno 4, 2012

    Non sono d’accordo con te. Per me questa gradualità è negativa. E’ una cosa che non ci deve essere, e se ci deve essere deve essere veramente impercebile. E’ innaturale che uno si senta fratello con un estraneo nella misura in cui si è estranei. Lo stesso però avviene con un parente estraneo. Per me la famiglia non è una cosa sufficiente da permettere la fiducia che non si può dare invece a un estraneo.
    Che la famiglia sia la prima educazione forse , purtroppo , è vero. Che sia la più naturale è falso. Pochissime specie di animali hanno la famiglia come la intendiamo noi. E la famiglia è una sovrastruttura sociale che tutto è tranne che naturale.
    Io sono in una certa misura d’accordo con quelle società che considerano tutti come cittadini e non solo come umani. Per questo spingerei alla convivenza con gli altri da subito, che non significa inquadrarli in associazioni paramilitare come quelle da te citate e come i boy scout, o come i giovani esploratori cattolici (sciolti con il concordato e fatti confluire nei Balilla).
    La natura fa tutto meglio…e perchè gli altri umani non sono naturali? La chiesa educa alla natura? La chiesa educa a valori assolutamente fuori dalla natura e sovrastrutturali. Figurarsi poi se qualcuno, sia io che te possiamo arrogarci il diritto di dire “migliore” . Non hai portato uno straccio di prove, non sei uno psicologo, un pedagogo o qualcosa di simile credo, quindi non credo che hai chissà quale autorità per dire ciò.
    Abbi l’accortezza di riconoscere a ciò che dici lo status di opinione, perchè il contrario è veramente molto più fastidioso e irrispettoso di un “cazzo” di troppo.

    • San Luigi
      giugno 4, 2012

      (per la storia leggiti la Quas Primas)
      Fantastico la famiglia una sovrastruttura…capolavoro di ideologia…lo Stato no invece.
      Spingiamo alla convivenza (senza famiglie)…questi esperimenti di sociologia a me fanno onestametne paura, altro che 1984 o fattoria degli animali!

      • hjorvardr
        giugno 4, 2012

        …il migliore e più profetico resta per me “il mondo nuovo” dove le persone sono schiave e contente d’esserlo…

      • San Luigi
        giugno 4, 2012

        Molto calzante l’esempio letterario…

    • hjorvardr
      giugno 4, 2012

      Per nonimo: per “naturale” non si intende “bestiale” ma conforme alla natura e alla dignità dell’uomo, il quale essendo dotato di una natura razionale può arrivare a comprendere determinate verità, nella fattispecie che all’essere umano si confà il vivere in famiglia e non come una bestia irrazionale. Quindi voler prendere i comportamenti animali a modello per gli uomini è un'”argomentazione” veramente aberrante.e degradante….
      Comunque molto interessante la definizione di famiglia data da Cicerone, che certo non era cattolico, “principium urbis et quasi seminarium reipublicae”

      PS.: poiché il turpiloquio urta la sensibilità della maggior parte degli utenti del sito potresti astenerti per rispetto se non per buona educazione (quella che dovrebbe darti la famiglia per l’appunto…) Grazie!

  10. hjorvardr
    giugno 4, 2012

    Il fatto che la famiglia sia l’istituzione fondamentale di ogni società civile viene anche confermato dallo stato di estrema decadenza in cui versano quelle nazioni che invece di tutelare la famiglia hanno fatto di tutto per demolirla.
    Emblematico è il caso della Svezia, considerata da sedicenti “progressisti” di “destra” e di “sinistra” stato “modello” a cui tutti dovremmo tendere: recentemente presso quelle latitudini si è toccato un nuovo triste record: il 50% degli Svedesi vive da solo o perché non si è mai sposato o a causa di separazioni e divorzi, con una punta massima del 60% nella capitale Stoccolma. Il fenomeno è presente anche in altri paesi “progrediti” come la Finlandia (39%), la Danimarca (37%) e Germania (34%) mentre gli “arretrati” Paesi del bacino mediterraneo fanno registrare cifre fra il 10 ed il 15%.
    Questo è il risultato delle scellerate politiche anti-familiari messe in atto dai governi svedesi influenzati dalla nefanda ideologia femminista che vedeva (e vede tuttora) nella famiglia una prigione da cui la donna deve evadere, venendo meno alla sua natura.
    Inoltre secondo l’ordinamento legislativo svedese sposarsi è inutile, basta comunicare all’anagrafe che si convive per ottenere dallo stato tutti i benefici del caso. Il 55% dei bambini quindi nasce al di fuori del matrimonio, senza una vera famiglia, senza stabilità, senza guida.
    I risultati di tutto ciò? Sarà un caso che proprio alla “progredita” Svezia spetti il triste record dei suicidi (insieme agli altri paesi dell’area scandinava e a quelli dell’ex URSS)? O che essa abbia tra i primi legalizzato l’eutanasia? O l’alta percentuale di aborti praticati? O i problemi di droga, di alcol e di disagio sociale? O il profondo senso di tristezza e vuoto che si percepisce nettamente stando lì (parlo per esperienza diretta)?
    Se crolla la famiglia, crolla la società intera, non c’è da illudersi….

    • daouda
      giugno 5, 2012

      il crollo della famiglia si ha però con l’idolatria della famiglia borghese e nucleare, concetto tipicamente protestante.

      Ciò non per diminuire il matrimonio in sé, che anzi, già dai romani era concepito come unione nuova ed autonoma rispetto al pater familias.

      • hjorvardr
        giugno 5, 2012

        hai toccato un argomento su cui sto riflettendo molto in questi giorni, ovvero se sia da preferirsi la famiglia preindustriale patriarcale o quella postindustriale nucleare. Probabilmente entrambi i modelli hanno aspetti positivi e possono presentare dei problemi. La famiglia patriarcale indubbiamente sviluppava anche nei gradi di parentela più lontani un forte senso di appartenenza e solidarietà; permetteva alle donne di dedicarsi esclusivamente all’importantissimo compito dell’educazione dei bambini, oltre che ai lavori di casa; non escludeva gli anziani dalla vita sociale relegandoli in orribili ospizi. Mi chiedo però se la vita di coppia (moglie e marito) non ne fosse in qualche modo penalizzata. Il pregio principale, anzi probabilmente l’unico, della famiglia nucleare mi sembra che sia proprio la possibilità di dedicare maggiori spazi al coniuge, compatibilmente con i ritmi frenetici della vita contemporanea. Voi che ne pensate?
        Ps. per daouda: Buon compleanno!

  11. Nonimo
    giugno 5, 2012

    Conforme alla natura dell’uomo , wow, che ottima definizione. Come se tu fossi in grado di esporre o descrivere la natura dell’uomo e ciò che le si addice se non come un animale. Comunque si era detto “La famiglia è la prima educazione e quella più naturale per tutte le capacità” con dopo una coordinata, che è dubbia anche se riferita all’uomo.
    Per il p.s. : il rispetto non è una cosa dovuta, è utile, importante, ma non obbligatoria, e va meritato come tutte le cose. Inoltre se un cazzo messo come rafforzativo ti turba, credo che la tua sensibilità sia oltremodo esagerata e superi il rispetto che può meritare.

    Comunque per il post dopo: la presunta decadenza di questi paesi, non è certo attribuibile al declino della famiglia. Questa è una tua deduzione basata sul niente.
    Inoltre http://www.italiansinfuga.com/2009/10/06/classifica-mondiale-dei-migliori-paesi-in-cui-vivere/ questa è la classifica dei paesi con la migliore qualità di vita, e vai a vedere dove sono i paesi di cui parli.
    “Inoltre secondo l’ordinamento legislativo svedese sposarsi è inutile, basta comunicare all’anagrafe che si convive per ottenere dallo stato tutti i benefici del caso. Il 55% dei bambini quindi nasce al di fuori del matrimonio, senza una vera famiglia, senza stabilità, senza guida.”
    Che schifoso ragionamento. Parti dal parlare di bambini nati fuori dal matrimonio, come se il madrimonio li riguardasse tra l’altro, e poi ne deduci che quella non è una vera famiglia e che addirittura senza matrimonio non c’è stabilità. Ma cosa stai dicendo? Non vedo un motivo che sia uno per il quale senza matrimonio non ci debba essere la “guida” che c’è con il matrimonio, e questa è un cavolata bella e buona.
    Tra l’altro il fatto che le persone divorzino per me non significa nulla tanto meno è un segnale della “decadenza”, significa solamente che due persone scelgono la via dell’onestà intellettuale e anche personale e preferiscono smettere di viviere ipocritamente insieme creando più danni che altro, come vi piacerebbe tanto.
    Sono sempre punti di vista ovviamente, ma vedi, tu ti lamenti per una parolaccia irrispettosa, e poi non capisci che il tuo discorso pronunciato quasi dall’altare della sapienza, con onnipotenza e con l’arroganza di sputare verità presentate come certe, è ogni volta un’offesa all’intelligenza di tutti noi, noi.

  12. hjorvardr
    giugno 5, 2012

    tranquillo nonimo se continui a rapportarti così con le persone stai pur certo che non corri il rischio di formarti una famiglia…

  13. San Luigi
    giugno 5, 2012

    L’uomo è un anmale, ma razionale, quella è la sua (nostra, pure la tua anche se fai di tutto per non confermarlo) natura ed è la stessa cosa che ti ripeto sempre, cambiano gli argomenti, ma la tua forma mentis no.
    Ammetti che usi le parolacce per rafforzare i tuoi argomenti, ecco non va bene, lo capisci o devo fare i disegnini?
    Per le statistiche la qualità di vita è l’efficenza delo stato (che non è indifferente, ovvio), il pil, ma è vero che in quei paesi (come anche in Giapopne) ci sono molti più suicidi. Forse perchè la qualità della vita si misura anche in valori relazionali (complementari di uomini e donne) stabili e duraturi (a cui i bambini hanno diritto e bisogno nella loro formazione), nella costruzione di famiglie insomma.
    Dai non insiste sulle stesse cose, con questa storia delle parolacce abbiamo pure inibito la lunghezza dei post di Douda…a poposito auguri!!! 😉

  14. Daouda
    giugno 7, 2012

    grazie degli auguri!

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Questa voce è stata pubblicata il giugno 2, 2012 da in Uncategorized.
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