Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Un partito dei cattolici, così si salva…

Commentiamo questo articolo che farà sicuramente gola a vecchi e nuovi democristiani.

“Un partito di cattolici così si salva la Chiesa”

di Armando Torno (Corriere della Sera p.2 28.05.2012)

Rivolgiamo a Dario Antiseri, filosofo cattolico tra i più noti, la domanda che corre di bocca in bocca in questi giorni: che cosa sta accadendo nella Chiesa? Studioso di epistemologia, proconsole di Popper in Italia, è un liberale convinto e i suoi libri sono tradotti in una quindicina di lingue. Risponde senza ricorrere a circonlocuzioni: «Le notizie dei media raccontano miserie umane all’interno della Chiesa. Corvi, veleni, intrighi. Cose che sembrano tratte da romanzi. Parlavo con il mio parroco: era addolorato, soprattutto pensava alle sofferenze del Papa. Dico queste cose a lei non da ateo devoto ma da devoto peccatore». Tutti si chiedono come si possa uscire da questo stato frastornante. Antiseri osserva: «Il vecchio Popper era dell’opinione che “Le istituzioni sono come le fortezze; resistono se è buona la guarnigione”. Di conseguenza, va sostituita quella guarnigione che si rivela inaffidabile. In ogni caso, la missione della Chiesa è predicare e testimoniare il Vangelo, nella consapevolezza che il regno di Dio non è di questo mondo». Un sospiro. Prosegue: «E se per il credente il messaggio evangelico è la via, la verità e la vita, anche per grandi intellettuali laici è, e resta, un punto di riferimento. Tre esempi: Croce, Salvemini e lo stesso Popper. Il primo sosteneva che la religione di Gesù sia stata la più grande rivoluzione dell’umanità; il secondo, un anticlericale convinto, riteneva di non aver mai avuto nessun dubbio sulla necessità di seguire la moralità insegnata dal Cristo; il terzo, Popper appunto, ricordò che gran parte degli scopi e dei fini occidentali, come l’umanitarismo, la libertà e l’uguaglianza, li dobbiamo all’influenza del Cristianesimo». «Insomma – sottolinea Antiseri riprendendo un’espressione di Eliot – senza Cristianesimo non ci sarebbe l’Occidente».

Per tali motivi, quando la Chiesa versa in difficoltà, «siamo dinanzi a una malattia che contagia tutto l’Occidente». Certo, si sono visti tempi peggiori, con Pontefici avvelenati o assassinati, periodi nei quali – incalza Antiseri – i cristiani «in nome della religione dell’amore o hanno scannato o si sono scannati a vicenda». Tuttavia, non va dimenticato che «se il Cristianesimo ha attraversato mari in burrasca, il messaggio di Gesù ha sempre saputo creare energie migliori, rinnovamenti, cultura. O più semplicemente: amore». Cosa è possibile concretamente fare in questo momento? La politica in Italia sta passando un periodo di sofferenza e anche la credibilità delle istituzioni sta attraversando una crisi senza precedenti. «La Chiesa – prosegue Antiseri – ha una missione religiosa ed etica, non direttamente politica. La questione, però, riguarda i cattolici, i quali rimasti orfani di un partito di riferimento si sono dispersi, e tali rimangono. Bravi ovunque e inefficaci dappertutto. La testimonianza morale non si identifica con l’azione politica, perché questa ha bisogno di un’organizzazione, ovvero di un partito. È quello che fece don Sturzo. E poi De Gasperi. E ancora Adenauer in Germania. I cattolici devono agire, aiutare praticamente le gerarchie della Chiesa a non immischiarsi nel pantano della politica, come appunto diceva don Sturzo». Antiseri ripropone una sua provocazione: «Occorre costituire, lo ripeto, un partito di cattolici liberali e solidali di tipo sturziano e trovo sorprendente l’idea, sovente ribadita, che i cattolici non debbano costituirsi in partito. In Italia tanti l’hanno fatto. Ma il destino di questi benedetti cattolici è quello di restare degli ascari? Un nuovo taciturno e irresponsabile non expedit rappresenta un veleno per la politica italiana e si trasforma – lo stiamo vedendo – in guai per la Chiesa, che si spende in politica spicciola. E ci rimette continuamente». I fedeli, ricorda Antiseri, sanno benissimo «che la Chiesa – lo ha ribadito Benedetto XVI – è fondata sulla roccia e che la speranza non verrà meno. Ma è altresì vero che la speranza si nutre di impegno». Di più: «Come nella scienza si progredisce eliminando gli errori commessi, allo stesso modo nella vita e nella Chiesa si va avanti non coprendo gli scandali ma correggendoli e guardando oltre. Impariamo nuovamente a chiedere perdono, come ha insegnato Giovanni Paolo II, a non aver paura e ad avere fiducia nel tempo che verrà. E a non credere che occorra accumulare potere sulla Terra per essere più tranquilli in cielo».

Ormai è chiaro a tutti che i cattolici che si sciolgono nei vari blocchi partitici preconfezionati, di destra e sinistra, perdono di sapore e si nullificano.

Per questo la strada per tutti è quella di un impegno finalmente cattolico in politica con un organizzazione  chiara e seria.

Allora perchè avere come modello la DC?

Perchè parlare di liberalismo?

Bisogna imparare dai propri errori, è vero, e dovrebbero farlo anche quelli della DC.

Ah, un partito cattolico non salverebbe la Chiesa (e già questa frase la dice tutta sul “servizio” della DC) che è garantita da Nostro Signore, ma casomai l’Italia.

7 commenti su “Un partito dei cattolici, così si salva…

  1. hjorvardr
    maggio 29, 2012

    …della serie continuiamo a farci del male DC per sempre… (la DC “salverebbe” la Chiesa? ah ah ah è una barzelletta vero?)

  2. Nonimo
    giugno 2, 2012

    Della serie al peggio non c’è mai fine. E’ curioso vedere come la posizione sulla politica attiva salti da una parte all’altra a seconda delle convenienze. Il non expedit era stato dato quando non si voleva che la gente si interessasse alla politica, per screditarla, poi, quando c’era paura del comunismo (ovviamente i ricconi borghesi, quelli di cui oggi voi sparlate su questo blog, erano quelli ad aver paura del comunismo) , è stato ritirato per far creare il Partito Popolare di Sturzo, che costituiva una bella concorrenza al partito socialista e grazie al quale , il governo dei socialisti non potè agire in senso democratico. Poi, quando Mussolini promise di risarcire e concedere privilegi alla chiesa, proprio nel momento del bisogno, Pio XI fece ritirare Sturzo dalla politica e l’articolo 19 se non erro del concordato del ’29 sanciva l’obbligo degli ecclesiastici di astenersi dalla politica, cosa che comunque non fecero. Poi si costituì la DC, che ha iniziato la rovina del nostro paese con un’economia fondata sul nulla e sull’illusione del popolo e della sua ricchezza. Ora si vorrebbe un altro partito? Dico : fate pace col cervello. Siete peggio di Mastella, peggio di una bandiera che cambia posizione a seconda delle convenienze, che schifo. D’altronde lo stesso Pio XI ha detto che per salvare un’anima si sarebbe alleato anche col diavolo, complimenti.

  3. San Luigi
    giugno 2, 2012

    Complimenti de che…la Dc ha fatto gli interessi di tutti tranne che dei cattolici, solo perchè c’era il comunismo che era il peggio del peggio ha avuto un pò di credito come partito, ma ne avremmo fatto volentieri a meno e dell’uno e dell’altro e anche dei massoni socialisti e liberali.

  4. Nonimo
    giugno 2, 2012

    La DC ha fatto gli interessi propri. Ha rovinato un paese. Che il comunismo sia il peggio del peggio è una frase che ti hanno raccontato e alla quale tu hai creduto. Minimo il beneficio del dubbio bisogna concederlo. Levate tutte le alternative ti è rimasta solo la monarchia, o la teocrazia ahaha. Riddiculus!

    • San Luigi
      giugno 2, 2012

      Magari ci avessi solo creduto…se il buon giorno si vedeva dal mattino con porzus abbiamo visto un bel sole (o sola è meglio) dell’avvenire….
      Se pensi che le alternative siano solo queste hai poca fantasia, sei incastrato nella griglia politica che ti hanno calzato bene bene su…il distributivismo in economia, per esempio, il corporativismo…anche di quelle che hai citato c’è la monarchia costituzinale (tipo l’Inghilterra), poi c’è il presidenzialismo, il semipresidenzialismo, altri tipi di democrazie…ahivoglia, altro che fantasia al potere, tu saresti la noia al potere…

  5. Nonimo
    giugno 3, 2012

    Bhè chiamare democrazie quelle che hai citato è abbastanza ridicolo. Il corporativismo ahahaha dall’era fascista con furore. Comunque scusa, ma a me non serve il divertimento al potere, serve la giustizia e l’ugualianza. E non mi fido per niente della tua fantasia.

  6. San Luigi
    giugno 3, 2012

    Non solo fascista, e poi io mi riferivo ad altre cose (parlando di tipi di democrazie) oltre quelle elencate che non c’entravano niente con la democrazia.

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 28, 2012 da in Uncategorized.
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