Circolo Giovanile San Luigi IX

Circolo del Movimento politico cattolico Militia Christi

Le foibe della memoria

Il Riformista 10.02.2012 pag.2

Ma il silenzio calato su Eluana e Piergiorgio Welby è doloroso. E rappresenta bene il fallimento della politica, così pronta, se serve, a cavalcare anche una storia drammatica come quella di Eluana. E, poi, a dimenticarsene quando non serve più.

 

09.02.2009 Militia Christi davanti alla Quiete

Napolitano oggi nella giornata del ricordo delle foibe (di cui si parla poco e male -quì si può, anzi sindaci regalano libri- in chiave negazionista) ha parlato di derive nazionalistiche (e i 150 con cui ci hanno ammorbato nell’anno della svendita della sovranità alle banche?) da evitare, peccato che i partigiani comunisti in nome di un internazionalismo si sono alleati con i titini e hanno massacrato altri partigiani italiani; Il 7 febbraio 1945 a Porzus.

E come non ricordare l’uccisione da parte dello Stato italiano (e sempre Napolitano non ha firmato per fermarlo) di Eluana Englaro di cui ieri a Udine (tutti zitti però che stanno facendo un film) solo alcuni gruppi ricordavano la morte, fatto segnalato anche dal Riformista a pag.2?

09.02.2012 Militia Christi davanti alla Quiete

(dal Messaggero Veneto del 10.02.2012 p.1 e articolo più sotto)

UDINE. «Per Eluana, mai più eutanasia», «Basta parlare di morte, crediamo nella vita umana, restiamo uniti» e «Onorevoli fidatevi di Dio». Questi i cartelli esposti, ieri sera, da poco più di una ventina di ultrà cattolici, arrivati da fuori regione per partecipare alla fiaccolata per la vita organizzata, a tre anni dalla morte di Eluana Englaro, dall’associazione “Ora et labora in difesa della vita”.

Pochissimi gli udinesi tant’è che il presidente dell’associazione, Giorgio Celsi, ha parlato di indifferenza, mentre il priore del santuario delle Grazie ha impedito ai manifestanti di leggere in chiesa, durante la messa del venerdì, le preghiere che aveva preparato per Eluana. Ma gli ultrà cattolici non si arrendono e si sono impegnati a tornare a Udine con la croce prima di Pasqua per coinvolgere anche l’arcivescovo, monsignor Andrea Bruno Mazzocato.

Anche se pochi, però, i manifestanti di “Ora et labora in difesa della vita” arrivati dalla Brianza, di “militia Christi” da Roma e del “Movimento con Cristo per la vita” giunti dal Veneto, si sono fatti sentire non poco con canti, slogan e preghiere recitate ad alta voce. Alle 17, nonostante il freddo pungente, il corteo con in testa la dottoressa Antonella Vian con in mano un crocifisso sul quale era ben visibile la fotografia di Eluana e una serie di rosari, è partito dall’area adiacente alla basilica delle Grazie e ha raggiunto la Quiete.

Qui si è susseguita una serie di interventi molto duri nei confronti dei medici, degli infermieri che hanno assistito Eluana negli ultimi giorni di vita, e anche nei confronti della struttura pubblica che l’ha accolta. «E’ stato tradito il giuramento Ippocrate» ha urlato Celsi, mentre altri ripetevano: «Eluana sei una santa in cielo». E rivolgendosi al padre della donna morta dopo 17 anni di stato vegetativo hanno aggiunto: «Beppino Englaro si consacri a Maria».

Ieri sera, davanti alla Quiete sembrava che il tempo si fosse fermato, sembrava di essere tornati indietro di tre anni quando quel luogo era meta degli ultrà cattolici rimasti per giorni a pregare in via Sant’Agostino. Gli udinesi, però, non hanno risposto alla fiaccolata: di fronte ai cartelli la gente allungava il passo cercando di evitare ogni contatto. Pochissimi i friulani presenti alla manifestazioni, tra questi il professore Marco Orioles formato all’ateneo friulano e in cattedra all’università di Verona: «La mia – ha spiegato – è un’adesione spontanea perché il caso Englaro è una ferita aperta nel tessuto udinese che non dimenticherà questa scelta drastica».

Una cosa è certa: a riaprire questa ferita è stato il film di Marco Bellocchio “Bella addormentata” le cui riprese sono in corso a Cividale e lunedì si trasferiranno in città. Tant’è che nel corso della manifestazione più di qualcuno ha invitato la Regione a non finanziare il film. Tranne un battibecco con un passante che ha rivendicato la sua laicità, la fiaccolata si è conclusa in modo pacifico nella basilica dove i manifestanti hanno pregato assieme ad alcuni fedeli e all’assessore provinciale, Adriano Ioan. Per gli ultrà cattolici, comunque, è stata un’occasione per organizzare altri incontri a Udine e a Roma, davanti a Montecitorio.

2 commenti su “Le foibe della memoria

  1. daouda
    febbraio 11, 2012

    Onore a voi.

  2. todikaion
    febbraio 15, 2012

    Grazie Da… segnalo questo articolo di M Veneziani:
    Presidente Napolitano, mi dispiace, ma non ci stiamo. Ricordando ieri le foibe lei se l’è presa con «le derive nazionalistiche europee», attribuendo a esse l’eccidio di migliaia di istriani, dalmati e dei partigiani bianchi.
    Ma le cose, lei lo sa bene, non stanno così. L’orrore delle foibe fu perpetrato dai partigiani comunisti di Tito con l’appoggio del comunismo mondiale e dei comunisti italiani. Lei non ha mai citato il comunismo a proposito delle foibe.
    e sempre dal sito Bastabugie possiamo apprendere che Pisapia e Vendola hanno votato contro il giorno del ricordo…ce lo ricorderemo

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 10, 2012 da in Senza categoria.
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